Barra di avanzamento

Progress_Bar__by_Cinema_Spice_-_YouTube[1]

DLIN-DLON!

– Al primo piano! Bene che sei arrivato, tesoro!
La chiamata accennava ad un PC fisso intasato di pubblicità e banner che rendono impossibile la navigazione. Un PC fisso che la signora non poteva portare in negozio, da qui l’intervento a domicilio.
In genere è perché pesano molto e sono pieni di cavi, e le insofferenti signore non possono precettare il marito troppo assorbito dal videopoker o il figlio troppo assorbito dalla ricerca di un mammifero mediamente in temperatura con cui copulare.
Mi ritrovo in una stanza afosa che oserei definire cucina, ma non ci giurerei, con musica di Radio Italia in sottofondo a volume sostenuto.
Due set tavolo + panche pieghevoli modello “sagra della porchetta” costituiscono i piani di appoggio per cose e persone. Il muro davanti a me è costellato di gabbiette con uccellini, topi, gremlins e chissà cos’altro, ma la parete cui sono appese è letteralmente mitragliata di cuori rosa dipinti a mano di varie misure. Non ne ho visti così tanti nemmeno su tutte le Smemoranda delle compagne delle medie messe assieme.
Le sedie si distinguono per la loro mancanza.
Uno dei tavoli-birreria ospita svariate piramidi meticolosamente ordinate di Fiesta, caramelle, canditi e ciarpame antidiabetici vario. Talmente pieno da non poterci appoggiare uno sputo.
L’altro tavolo sorregge precariamente due computer accesi, un notebook da battaglia e il PC fisso incriminato. Molto degno, a dire il vero: un ferro da 1200 euro tranquilli tranquilli con monitor gigante che ospita tutto l’hardware, senza bisogno di un case sul pavimento. Componenti miniaturizzati, peso irrisorio. Evidentemente non è quello, né i cavi, che ne determina l’inamovibilità dall’appartamento.
Accanto ai computer noto un insolito quantitativo di dispositivi di comunicazione tutti accesi.

Un cellulare.
Due cellulari.
Tre cellulari.
Quattro cellulari.
Cinque cellulari.
Sei cellulari.
Sette cellulari.
Uno smartphone cinese clone di Samsung.

La signora, di mezz’età, sarà alta un metro e un cazzo e una formica a braccia alzate. I lunghi capelli sono raccolti in trecce alla Pippi Calzelunghe, indossa un abitino bianco troppo minimal per la sua età – per qualsiasi età – e adorna la pelle rugosa bruciata dal sole con una dozzina di tatuaggi colorati in posizioni che vorrei non poter vedere.
Mi porta verso la macchina, solo dopo aver precisato che ha verniciato una finestra di rosso tutto il pomeriggio perché, come donna single, è abituata a fare tutto da sola ma di computer proprio non ne capisce. Ha proprio la tenuta da imbianchino, come negarlo.
– Ecco guarda quello grande, non riesco a navigare, a fare gli annunci, c’è troppa pubblicità e ha solo un anno, un amico mi ha messo Iazze per velocizzarlo ma secondo me ha solo peggiorato.

Iazze?
No aspetta. Annunci?

Con sorrisi di circostanza mi siedo sulla panca, lievemente stordito dal quadro generale, e inizio a controllare il malato senza fare domande. Iazze si rivela essere un putrido malware che finge di migliorare le prestazioni del PC, e si chiama Yet Another Cleaner, YAC. Ma prima ancora di identificarlo vedo un Explorer agonizzante, soffocato da banner e toolbar incancrenite, che chiede solo una pallottola per porre fine alle sue sofferenze. L’avrai.
Carico Chrome da chiavetta e inizio a recuperare i programmi che mi servono per estirpare le metastasi. Unistaller, antivirus, tool vari, la solita cassetta degli attrezzi.
Parte la rimozione di YAC e delle altre schifezze, ma vedo la barra di avanzamento iniziare a riempirsi di verde speranza troppo lentamente.

19.40    1%

– Ogni tanto viene un mio amico tassista e gli ho fatto guardare il computer una volta, però con Iazze non è riuscito a fare nulla. Guarda, devo pubblicare gli annunci in bakeca, è impossibile, io ci provo ma…
Mi mostra l’homepage di un sito per incontri. Lo sapete che è impossibile impedire al cervello di riconoscere le parole che vede scritte? Così quando leggi “Casalinga gioviale e pulita disponibile ad incontri per tenera amicizia” accanto ad un culo perizomato messo a pecora non puoi convincerti di non averlo visto.
Gli annunci seguenti sono dello stesso tenore.
Suona il mio cellulare. E’ mia madre. Magari non adesso.

19.50    10%

Imposto e spiego alla signora come usare Chrome, importo da Explorer i preferiti (ve li risparmio) ma purtroppo trovo pochi altri argomenti per impedirle di parlare della sua vita.
– Ho 46 anni e sono separata, con un figlio di 6 anni. Mi devo dare da fare perché questo mese c’è la TASI, la bolletta, eh caro mio non mi fermo mai! Il portatile funziona bene ma è piccolo e faccio fatica ecco perché voglio usare il fisso che è bello grande.
Inizia ad armeggiare sul notebook accanto a me. Fino a quel momento lo screensaver aveva mostrato a rotazione un buon assortimento di slide con gattini, lei mezza nuda appesa al palo da lap dance, massime di San Francesco, lei mezza nuda avvinghiata ad omaccioni in canottiera a rete, citazioni di Papa Bergoglio, lei mezza nuda in un letto gigante pieno di peluches circondato di specchi.
Avrei comunque preferito quelle slide alle foto di lei TOTALMENTE nuda che sfogliava per selezionare la più adatta al nuovo annuncio che stava imbastendo.
Suona il mio cellulare. E’ un mio amico. Non mi disturbi affatto, sono da una cliente, ci vediamo alle nove e mezza che ti racconto una cosa.

20.00    19%

– Ecco vedi ci sono tutte le mie foto, le mie cose, col cavolo lascio in giro questi computer! Eh, non sono mica scema! Il dentista mi ha detto che gli hai sistemato bene il computer, che hai fatto un bel lavoro, così ti ho chiamato. Poi mi sembri così un bravo ragazzo, sei sposato? Ah ti sei sposato un mese fa? Ma davvero? Hai fatto bene, bisogna sistemarsi, c’è più soddisfazione a una certa età, bambini, eccetera. Poi bisogna avere quella fissa, ma magari intanto divertirsi un po’ con le altre in giro eh? Ahahahaha!
Grazie dentista. Ricordami di bucarti le gomme.
Suona il mio cellulare. E’ il mio allarme nuovo. Siccome ha qualche problema di taratura mi manda il messaggio del “Panic Alarm” anche se non c’è reale pericolo in negozio. Il pericolo è qui.

20.10    34%

YAC è davvero un osso duro. Risolvo nel frattempo tanti altri problemi con Baglioni e Ramazzotti in filodiffusione, ma la sua eliminazione è lenta e ferraginosa. Mentre la signora si lamenta della gente strana che si trova su Facebook (!!) le squilla uno dei cellulari. Afferra il telefono e sbircia il numero.
– Oh questo lo conosco. Se fa delle storie lo mando a quel paese!
Cambia stanza come colta da un inaspettato senso del pudore, ma parla come Wanna Marchi in overdose da cocaina.
– Ciao amore! Certo che sono a casa! Mi trovi sempre qua lo sai! Tra dieci minuti? Aspetta che ho uno qua a sistemarmi il computer che…
Si affaccia dalla porta.
– Per quanto ne hai ancora? Ce la fai in dieci minuti?
Tento di spiegarle che non dipende da me ma dalla lentezza del computer intasato, che almeno altri venti mi ci vorranno, ma non riesco a finire il discorso prima che scompaia di nuovo oltre la soglia.
– Dai fa lo stesso, no? Ci mettiamo nell’altra stanza di fianco, che problema c’è? NON CI DA FASTIDIO!
Mentre la sento dire ciò, mi ritrovo a pensare fortissimamente che se ho fatto qualcosa di buono nella mia vita è il momento che il karma batta un colpo.
– Ma dai perché? Ci mettiamo di là e poi… No? Vabbè come vuoi, allora ciao…
ZACK! Colpo di karma!
Suona il mio cellulare. E’ mia sorella. Anche a te no. Poi ti spiego.

20.20    45%

DLIN-DLON!

Si affaccia all’ingresso una bellissima ragazza, palesemente russa, in tenuta da running.
– Questa è una mia amica! Visto che bella, eh? Sì, questo e quello, bla bla.
La saluta, torna dentro, controlla i cellulari.
– La mia amica si tiene in forma, hai visto? Che poi è normale perché ha un’agenzia di modelle.
Come no, e io sono il dog-sitter di Obama.
Squilla un altro dei suoi telefoni, si affretta a rispondere. Stavolta non si prende nemmeno la briga di cambiare stanza. Evidentemente ritiene che siamo abbastanza in confidenza da non averne bisogno. Mi fa l’occhiolino prima di rispondere.
– Dai che stasera la vedo bene, c’è fermento! Pronto? Sì che sono io, certo! Guarda ho quello del computer che mi sta sistemando perché c’era troppa pubblicità e… Si dai ok ciao.
Riattacca un po’ contrariata, un altro timidone per mia fortuna, ma le ritorna subito il sorriso mentre mi spiega che sono un po’ di amici a chiamare, perché ormai a ‘sto punto sono amici, i quali quando sono in zona passano a trovarla.
Dubito sia per portarle le zucchine dell’orto. Almeno non per mangiarle.
Suona il mio cellulare. E’ la Vodafone. Ci mancavate solo voi, maledetti.

20.30    58%

La signora rimane gentile e loquace, ma l’impazienza comincia a trasudare dalla sua pelle che – non manca di farmi notare minuziosamente – risente anche dei becchi di zanzara. Immagino che due “amici” persi in venti minuti, con la TASI e la bolletta da pagare questo mese, siano davvero troppi.
– Magari mi metto a preparare qualcosa da mangiare allora. C’ho fame sai? Ahahaha.
Inizia a trafficare tra i pensili e io chiedo ancora aiuto al karma, implorandolo di fare in modo che la signora non mi inviti a cena. Dita incrociate.
– Posso offrirti qualcosa? La vuoi una caramella? Guarda scegli tu.
ZACK! Calcio rotante di karma!
Va bene lo stesso, anche se per farmela scegliere si teneva il barattolo tra le tette cadenti. Accetto la prima che mi propone, quale che sia, pur di far finire l’orrendo intermezzo. Gusto opossum. Cavallo goloso.

Decido che il grosso dei problemi del PC è stato risolto, per le finezze rimando ad un’ipotetica futura occasione. Rimane la rimozione di YAC in corso che finirà nella prossima legislatura, di questo passo, per cui illustro alla signora come riavviare al termine e mi dirigo verso l’uscita. Il mio animo puntiglioso grida di dolore perché dovrei effettuare un check dopo il riavvio, riorganizzare i file sul disco e ripulire registro e file di boot, ma preferisco non farle perdere altri incontri con i suoi “amici” così timidi. Ai quali, ormai intuisco, sia destinato il ciarpame antidiabetici vario come ricostituente dopo gli incontri.
– Grazie infinite davvero! Sei stato carinissimo e gentilissimo!
Mi sorride con gli occhi lucidi.
Non so davvero come ringraziarti!

Guardi, lo so io. Bastano 30 euro.
Apposto così.
Mi saluti suo figlio.

Il Gigante e il Mostro

Portrait_of_the_Demon_Guard_by_kolakis[1]

 

Notte, ore 01:30

Sono salvo! Qua sotto, al sicuro, quell’orribile mostro non potrà raggiungermi. Sbuffa, raspa, scalpita, ma non riesce ad entrare. E’ davvero terrificante, avrò incubi per il resto della mia vita.
Occhi indemoniati, lunghi artigli affilati come rasoi, zanne che bramano il mio sangue, muscoli guizzanti sotto l’orribile peluria.

 

2013-09-23 21.24.46

 

Vedo solo cavi attorno a me. E’ tutta roba strana del gigante, non so a cosa serva, so solo che alcuni amici ritengono divertente distruggere tutto perché fa incacchiare da morire i giganti, ma io penso sia un gioco troppo pericoloso da fare, con il mostro qua fuori appena oltre il bordo del mio nascondiglio.
Ma è proprio il mostro, alla fine, a crearmi l’occasione per fuggire.
Fa troppo rumore e distoglie il gigante dalle sue attività. Parlava da solo, l’enorme bipede, blaterando davanti ad una spettrale, piccola finestra luminescente di cose come “Magic”, o “mazzi-combo”, o “sfide online” o “ADSL di merda”. Non so cosa significhi questa roba, ma lo teneva occupato abbastanza da farmi esplorare la sua grande tana in relativa tranquillità. E il mostro attira la sua attenzione.
– Merlino, cosa fai? Hey! Via da lì che tiri giù tutti i fili del router!
– Mao (E’ qua sotto! E’ qua sotto!)
Sento passi pesanti, il tono è severo. Il mostro, eccitato per la caccia, non ascolta il suo padrone e continua a sbuffare e premere contro il mio nascondiglio, il ripiano inferiore di un tavolino, così basso che io riesco ad entrare ma lui, goffo e inappagato, non può far altro che sfogare la sua frustrazione lamentandosi.
– Dai che è tardi, Merlino! Andiamo a dormire, su.
– Mao (Non adesso, idiota! Ci sfuggirà!)
L’orribile creatura non vuole desistere, e il gigante lo afferra con le sue enorme zampe per sollevarlo e portarlo in un’altra stanza. Non si è accorto di me.
Ne approfitto. C’è ancora molto da esplorare, e il coraggio non mi manca.
Guizzo lungo il corridoio, mi incollo al bordo del muro e saetto verso l’enorme sala del gigante stupido, guadagno un pertugio dietro quello che sembra uno strano albero quadrato e senza rami, e trattengo il fiato. I giganti lo chiamano comodino, mi pare. Per me è tutto fuorché comodo, però serve allo scopo.
Il gigante ritorna. I suoi piedi sono vicinissimi a me, ma dall’altezza guarda ben oltre, verso un’altra finestra luminosa ancora più grande della prima, con altri giganti dentro.
– Tzè, Smallville e il ballo di fine anno. Attenta Lana, tutta così in tiro a ballare con Clark. Tu hai l’ormone represso da 300 puntate ma lui ti trapassa da parte a parte con la sua erezione kryptoniana, occhio.
La grande finestra luminosa coi giganti dentro scompare. Il gigante tossisce, fa rumori orribili, produce cose orribili dal naso.
– Fanculo a ‘stallergia, proprio. Maledetti pollini. Vabbè, bònanotte Merlino. Dormi sulla tua sedia.
– Mao (Buonanotte una fava! Il bastardo è ancora qua!)
Poi si getta sull’immenso giaciglio e spegne il suo piccolo sole. Un’altra terrificante magia dei giganti.
Ne accende uno piccolissimo, sopra il comodino, pochi istanti ma sufficienti a permettermi di notare che il mostro non ha nessuna intenzione di interrompere la caccia spietata. Sento la sua sete di sangue, e lui fiuta la mia paura.
Devo trovare un rifugio più sicuro.

 

Notte, ore 02:20

Il gigante ha tossito spesso, si è alzato per uscire e poi ritornare. Due volte. Vuole dormire ma non fa altro che produrre rumori osceni. Anch’io vorrei che dormisse.
Ho sfruttato le pause di buio per immergermi in un groviglio di cavi ancora più grande del primo, proprio sotto alla spettrale, piccola finestra luminescente dov’era il gigante, ma mi sono esposto troppo e il mostro è tornato alla carica.
Protende frenetico i suoi crudeli artigli verso di me, per poco non ghermisce le mie carni. Forse è giunta la mia ora.
– Merlino per la miseria! Cos’è tutto ‘sto casino, stai buono!
– Mao (Stavolta è mio! Hai capito piccolo infame? Sei mio!)
Il gigante lo ammonisce, ma inutilmente. La sua ferocia non si può arginare, mi incalza, tremo in preda al terrore più nero.
– Merlino, cazzo! Adesso ti sbatto fuori, guarda che ora è, minchia.
Si riaccende il piccolissimo sole sul comodino.
– Mao (Non osare, inutile e glabro diurno! Non ti azzardare a…)
Nuovamente il mostro viene sollevato di peso dal gigante, e portato fuori dalla stanza. A nulla servono i suoi lamenti di delusione. Poi un’immensa barriera bianca sigilla l’ingresso e il gigante spegne il piccolissimo sole per tornare a dormire.
Il mostro raspa e si lagna all’esterno, ma il gigante lo ignora.
Via libera, posso esplorare.

 

Notte, ore 05:40

Merda merda merda merda! Mi sono incastrato in un groviglio di inutile carta senza alcun sapore e ho fatto rumore. Il gigante si è svegliato.
– Che è ancora? Ma che caz…
Torna all’improvviso la luce e il gigante si avvicina a grandi passi, poi attende. Io cado e ruzzolo fuori, proprio davanti ai suoi occhi stupefatti.
– Ma che cacchio… Un topo!
Si lancia con immense falcate verso la barriera bianca, la rimuove, esce e torna con il mostro in braccio. La belva grida vittoria, può finalmente dare sfogo al suo infernale istinto di caccia.
– Dai Merlino, prendi il topo! Avevi ragione! Forza!
– Mao (Umano incapace! Ci voleva tanto, eh?)
E’ la follia più totale.
Schizzo dietro un altro comodino, il gigante lo sposta con le sue enormi zampe orribilmente rosa.
– Stanalo Merlino! Coraggio!
Con la forza della disperazione mi rintano sotto il giaciglio del gigante, così assurdamente grande che nemmeno il gigante può spostarlo. Il mostro per poco non assaggia la mia coda, ma negli spazi angusti sono a casa mia.
– Maporcaputt.. non si vede una mazza sotto al letto. Spè che accendo la luce del cellulare…
– Mao (Spostami questo letto, forza! Sei grande e grosso per cosa? Eh?)
Un fascio abbagliate lacera l’oscurità che mi avvolge, maledetta magia dei giganti! Devo proseguire la mia corsa: il comodino dall’altra parte, poi l’uscita. Posso farcela.
Via.
– Noooo eccolo eccolo Merlino! Dai, dai è sotto l’altro comodino! Adesso te lo sposto!
– Mao (Renditi utile o sparisci, ridicolo inetto!)
La forza del gigante è davvero terrificante. In preda alla frenesia tanto quanto il suo mostro diabolico allontana il comodino dal muro, ma il piccolissimo sole cade e si infrange contro il muro stesso, in una pioggia di vetri e insulti a una certa Eva.

 
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– Cazzo, no! No no no!
– MAO! (Ma che cacchio combini! Cosa sei, scemo?! Mi son preso un infarto!)
Il gigante sembra perdere ogni energia. Contempla avvilito il suo piccolo sole distrutto, poi esce mestamente dalla porta. Il mostro è sulla soglia, annichilito dal rumore del sole esploso. Devo sfruttare il momento.
Eccolo, il nascondiglio perfetto. Quattro balzi ed è mio.
– Dai Merlino stai lontano da quei vetri su. Aspetta che li raccolgo con la scopa. Poi io torno a letto, tu trova il topo. Domattina deve essere sparito, hai capito?
– Mao (Non lo so, umano. Il tuo comportamento mi offende. Dubiti di me, e ora pretendi di darmi ordini. Vado a dormire anch’io, arrangiati.)

 

Mattina, ore 07:20

Ne ho approfittato per riposare e recuperare un po’ le forze, ero allo stremo. Ma ora un fastidioso rumore proviene da sopra il comodino. Il gigante protende stancamente una delle sue oscene appendici e il rumore cessa. Però riprende vita la finestra luminescente con i giganti dentro.
– Nnnnggghhh… Svegliarsi coi Visitors sta rompendo un po’ le palle…
Il gigante si erge nuovamente in piedi. Oscilla, emette un peto fragoroso, poi rimedia un precario equilibrio. Sconvolgente, si cambia la pelliccia!! Ributtante stregoneria dei giganti, non dovrei stupirmi più di nulla.
– Allora Merlino, eh? Cos’ha preso stanotte il mio bel gattone?
– Mao (Sto cazzo.)
Il mostro sbadiglia, rivelando una spaventosa quantità di zanne più lunghe di me.
L’enorme bipede muove incerti passi verso la mia direzione. Oh no! Ha sollevato il mio nascondiglio! Sta infilando la sua putrida zampa proprio qua dentro! Aaaaah!!
– FANCULO! Che cacchio…
Sento la sua brutale violenza su di me. Cado a terra assieme al mio stesso nascondiglio. Per fortuna che sono morbido e gommoso.
– Il topo era nella scarpa! Merlino!!
– Mao (‘zzitua.)
Sono spacciato. Mi trovo esattamente tra le enormi ed oblunghe zampe del gigante. Ciao mamma Gigina. E ciao anche ai miei fratelli e sorelle, Pierino, Tatù, Paccina, Colette, Groviera, Sasà, Carotina, Morbidetta, Baffoblu, Sorcio, Ciccia, Bruno Vespa, Goku, Spartaco e Kalashnikov.
Vi ho voluto bene.
Ora attendo con coraggio la morte.
– Umh… Ma guardalo. Così piccolo, trema tutto… Fammi solo prendere un po’ di carta per raccoglierlo.
– Mao (Puliscitici il c…)

 

Mattina, ore 08:00

Sono avvolto, completamente avvolto. E’ la fine. Il gigante mi getterà nel grande buco dove fa sparire la sua enorme caccona. Me lo sento. Che fine ignobile. Addio mondo.
Ma, aspetta… il gigante mi libera dalla prigione della sua stretta e… sono fuori! Vedo la luce del sole vero, l’aria fresca, l’odore della libertà!!
– Vattene, su. Scappa.

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Non mi fido. Sta aspettando che io muova un passo per spappolarmi con le sue zampe titaniche. Ma non gli darò questa soddisfazione, io sto fermo. Potrai schiacciare me, ma non la mia dignità!!
– Senti, fa come ti pare. Il gatto è chiuso dentro, ora rientro anche io che devo ancora pisciare per colpa tua. Quando torno fuori tra poco fa in modo di essere sparito. Vai e vivi la tua vita.
Si allontana. Non mi giro nemmeno, ma sono sicuro che il suo perfido sguardo insiste ancora su di me. Resto ancora immobile.
Passa un lombrico.
Non succede niente.
Passa una lumaca.
Non succede ancora niente.
Al secondo lombrico mi sento più tranquillo, e mi volto.
Non c’è il gigante. Non c’è nemmeno il suo terribile mostro assetato di sangue.
Allora posso andarmene davvero.
Lo sapevo. Hanno avuto paura!

Cinquanta Sfumature di Spregio

Seattle, interno giorno.

Grattacielo in vetro e acciaio della GREY ENTERPRISES, centottanta piani di extralusso così sfrenato che al posto della carta igienica usano le pagine della prima edizione dell’Amleto.
Una segretaria 30enne ex-modella in completo grigio da diecimila dollari accoglie la goffa Anastasia Steele e la squadra dall’alto in basso con un malcelato disprezzo negli occhi arricchito da qualche insulto a mezza bocca.
– Come mai in abiti da vendemmia? Non s’era già visto nel Diavolo Veste Prada il plot della giovane pezzente vestita da zingara che spera in un riscatto sociale mettendo piede nell’azienda ultrafiga?
– Beh… Sa, io pensavo… – sorrisone speranzoso e occhietti lucidi – Pensavo di apparire più carina in tenuta acqua e sapone, ecco.
– Dia retta, non lo pensi più – sentenzia la valchiria – Comunque Mister Grey la riceverà ugualmente per l’intervista nel suo ufficio, che dopo mi ordinerà di disinfettare. Prego, da questa parte.

Christian Grey. Bello, spavaldo, miliardario, una fusione tra Tony Stark e Rocco Siffredi ma con vent’anni di meno.
Anastasia avverte come uno stormo di anatre selvatiche transitarle nelle mutande, e ammutolisce.
– Ma non doveva intervistarmi un’altra studentessa? – inizia Mister Grey, con un principio d’orchite.
– Ah, ecco, sì, in effetti… Sono la sua coinquilina e mi ha chiesto di sostituirla perché…
“Perchè ieri sera – ricorda la giovane – è uscita con una band di senegalesi e si è fatta suonare come un bongo al concerto di Bob Marley.”
– … perché è influenzata, ecco, sì, influenzata.
– Vabbè, signorina, posso dedicarle solo dieci minuti della mia erezione. Proceda con le domande.
Christian si mette in posa davanti al tavolo ad emanare testosterone.
– Bene, sì, dunque… Vediamo… Di cosa si occupa la sua azienda? Come ha fatto a diventare miliardario a 27 anni?
– Noi scavalchiamo il paradigma ergonomista imperante nel mondo delle telecomunicazioni con ritrovati tecnologici di nuova generazione, portando innovazione concettuale ad alto impatto estetico e mantenendo il focus sull’integrazione sociale con le popolazioni degli stati emergenti.
– Eeeh?
– Vendiamo le cover tarocche dell’Aifòn. Ha presente i mercatini, le bancarelle dei bangla? Sono tutte mie. Proceda pure con la seconda domanda.
L’occhio della ragazza cade su uno strano oggetto sulla scrivania del miliardario.

 

– Cos’è quello?
– Niente, un fermacarte. Proceda, ho detto.
– Ecco, ehm… E’ gay?
Sopracciglio alzato di Christian Grey.
– Lo potrà scoprire di persona entro la fine del primo tempo, signorina Anastasia. C’è scritto nella sceneggiatura, è inevitabile.
La segretaria si affaccia alla porta dell’ufficio.
– Mister Grey? C’è quel Flavio Briatore per il colloquio.
– Ancora? Gli ho già detto che non voglio barboni come lui nella mia azienda! Dagli l’elemosina e mandalo via.
– La solita R8 coupé?
– Sì, se la faccia bastare. Ora, signorina Steele, mi parli di lei, delle sue passioni, delle sue preferenze. Ad esempio, le fruste: cuoio o corda?

 

Città del menga qualunque, interno giorno.

Un dolce e innocente fiorellino come Anastasia ha ben pensato di cercare occupazione in una ferramenta popolata da muratori albanesi, meccanici dalle note passioni per i calendari glamour e falegnami in cerca di nuove seghe.
All’improvviso si materializza davanti a lei con lampi di luce e giochi spermatecnici nientepopodimenochè Lui, Christian Grey.
– Buongiorno Anastasia.
Si ode distintamente un forte starnazzare di anatre. Eppure non è la stagione migratoria.
– Oh, ehm, ciao Christian. Cosa ci fai qui?
– Vorrei comprare alcune cose. Cominciamo con del nastro adesivo, poi delle fascette da elettricista, venti metri di corda, un sacchetto di rivetti d’acciaio, stringitubi d’alluminio, una raspa da legno, una pistola sparachiodi, una maschera da saldatore, un martello pneumatico, un corno da caccia e uncini da arrembaggio.
– Che curiosa lista della spesa – sorride l’ingenua – ti dedichi al fai da te?
– Umh, no.
– Artigianato?
– No.
– Carpenteria pesante?
– Nemmeno.
– Terrorismo jihadista?
– Neanche.
– Bracconaggio di balene?
– All’incirca, ma non proprio.
– E allora che ci fa qui?
– Ma davvero non ci arrivi? Esco dal mio grattacielo superlusso popolato dalle escort più costose che la chirurgia possa creare, vengo in questa topaia da terzo mondo in cui lavori, ho visibilmente un’anaconda imbizzarrita nei pantaloni e ti chiedi cosa ci faccio qui?
Sorride, l’innocentissima idiota.
-Mmh… boh? Sono solo una romantica studentessa di letteratura inglese, non lo so. Facciamo delle foto per l’intervista della mia amica? Ce le fa il mio amico Josè!

 

– Vabbè, facciamo ‘ste foto ma poi tisitrombainelicottero.
– Eh? – sorride ancora, sembra una paresi – Hai detto qualcosa?
– No niente…

 

Città del menga qualunque, interno notte.

Il gruppetto di amici di Anastasia si ritrova in una bettola per il concerto della band senegalese, ma anche per spaccarsi ammerda di alcol e droghe sintetiche d’importazione. In questo si distingue proprio Josè, un messicano clandestino che arrotonda la sua attività di spaccio con la carriera di fotografo wannabe intrapresa dopo aver scippato una Nikon a una turista giapponese. Josè è in fotta brutale per Anastasia, ma in un imprevedibile e originalissimo triangolo amoroso lei è in fotta brutale per Mister Grey.

Spacciatore clandestino messicano contro Miliardario attiravulva da copertina

Chi chiamerà la giovane Anastasia mentre è in fila per il bagno, ubriaca come un vichingo al ritorno da una razzia?
Prende il telefono e…
– Sciao Christian – burp – Ti dishturbo? sono sbronza eeee… mi sono pisciata addoscio credo… Maaa perché mi hai fatto arrivare a casa tutti quei libri costosi? Sciono prime edizioni di Shakespeare…
– Credevo fossi troppo povera per comprarti la carta igienica. Comunque non mi disturbi affatto, sto solo picchiando il mio tamagotchi. Ma dove sei? Cos’è questa cacofonia di bonghi e gemiti femminili?
TU-TU-TU-TU-TUUU

Rumore come di anaconda al galoppo.

In ventitrè secondi netti Mister Grey arriva al locale, compresa pausa piscio e acquisto di mocassini nuovi fiammanti in pelle di ammiraglio.
– Anastasia, ti senti bene?
– Eeeeeh Chriiiistiaaaaaannn sto ‘na favola!
All’improvviso dalle tenere labbra di lei esplode una cascata di vomito fumante che inonda i mocassini nuovi fiammanti in pelle di ammiraglio del contrariato Mister Grey.
– Oooh mi disp… – grugnisce lei tra un tocchetto e l’altro – Iotiggiuro davvero non voleeehyyy Josèèèè! Vieni qua che c’è Mister Greeeey! Scialutalo dai, datevi un bacettblreeeerghh
Seconda mano ai mocassini di Mister Grey. Lui la guarda rotolarsi in una pozzanghera dei suoi umori corporei.
– Stavolta ti raschio dal pavimento, ma poi tisitrombapureinaliante.
– Eh? – fa Josè – Hai detto qualcosa?
– No niente…

 

Seattle, interno notte.

Con un doposbronza da campionario del Jersey Shore, Anastasia fa il giro del modesto attico di Christian Grey.
– Maa… questi vestiti nuovi che ho addosso?
– Li ha comprati la mia governante, Bill Gates.
– E quelli che avevo ieri sera?
– Dici quegli stracci coperti di vomito? Li ho dati ai bangla. Ci si fanno almeno dieci cover.
– Ma quindi mi hai svestita tu???
– Non perdiamo tempo pensando a chi ha svestito chi, o a chi ha flagellato nel sonno le terga di chi. Guarda qua – continua il miliardario – questo è il mio hangar privato. C’è l’elicottero, l’aliante, la mongolfiera, il dirigibile…
– Ma perché sono tutti pieni di preservativi usati? – si domanda la giovane ignara.
– Li vendono già così. Piuttosto, adesso ti faccio vedere la mia “stanza dei giochi”. Per di qua.

Anastasia si fa guidare docilmente per i corridoi, ma con la coda dell’occhio le pare di scorgere la fugace ombra di un’anaconda.
– Non ho mai visto così tanti frustini nemmeno all’ippodromo! – esclama la ragazza incredula – E guarda quel letto a tre piazze tutto coperto di pois bianchi!
– Non sono proprio “pois”…
– Che ci fai con tutta questa roba?
Cioè, proprio non ci si crede sia così deficiente.
– Senti Anastasia – sospira Christian, sforzandosi di non prenderla a sputi – Ma davvero non ci arrivi da sola? Guardati attorno un po’, eh. Catene, maschere di latex, dilatatori anali, vagine di gomma vibranti, pinze per genitali… Secondo te sono per il corso di cucina di Suor Germana?
La giovane accenna un timido sorriso e abbassa lo sguardo, arrossendo.
– Beh io non saprei… Devi sapere che io non ho ancora…
COSACOSACOSACOOOOSAAAA? – duemila litri di sangue iniziano a pompare verso l’area pelvica del riccone pervertito.
– Mi stai dicendo che tu non hai mai conosciuto il generale calvo?
– Beh vedi io…
– Sbucciato senza mani la pannocchia?
– No perché sai…
– Sfregato il collo dello struzzo?
– È che non ho avuto occasione di…
– Lucidato lo spadone del guerriero?
– Ecco non è che io abbia…
– Cioè tu lavori in una ferramenta di pervertiti, vivi con una ninfomane ed esci con uno stupratore sudamericano ma SEI ANCORA VERGINE?

– …s-sì…

 

 

Christian deglutisce vistosamente. Due volte.

Lei torna a fissarlo negli occhi.
– Quindi farai l’amore con me?
Lui raddrizza la schiena, petto in fuori.
– Io non faccio l’amore. Io scopo. Forte.
– Vabbè, come te pare, mi scopi forte?
– ‘rcaputtana quant’èvvero che compro le Audi a mazzi da sei… stasera tisitrombapureinparapendio.

 

Seattle, interno giorno.

Si susseguono le trombate stile cineteca dei Razzie Awards e gli stucchevoli siparietti familiari.
L’animo dolcemente romantico di Anastasia si scontra con l’inflessibile credo sadomaso di Christian.
Lei vuole i fiori e lui le compra dei vibratori borchiati, lei vuole andare al cinema e lui la fa mangiare nella ciotola del gatto, lei vuole i biglietti per il concerto di Giorgia e lui la porta a cena da sua madre.
Però Christian prova davvero, a modo suo, a farsi voler bene. Ogni volta che ha in mente qualcosa di doloroso e umiliante per Anastasia, lui inizia la serata con un regalo di valore proporzionato all’offesa.
– Anastasia, piccola mia, ti ho comprato una sorpresina!
Lei gli corre incontro felice, scodinzolando come un labrador all’ora della pappa.
– Oh che bello! Cos’è?
– La Apple.
– Uffa, mai una scatola di cioccolatini, un mazzo di rose, una poesia… I senegalesi hanno fatto una bella serenata coi bonghi alla mia amica ieri sera, lo sai? Non possiamo essere come una coppia normale anche noi? Andare all’Ikea? All’outlet?
Christian si fa serio. Getta uno sguardo carico di tormento fuori dalle vetrate del suo attico, verso l’orizzonte, mentre distrattamente frusta due rumene.
– Non sono adatto alle serenate coi bonghi, Anastasia. Ogni forma di romanticismo è stata sradicata in me quando ero un ragazzo, colpa di mia madre. Ricordo ancora con paura quel giorno. Gennaio 2001, avevo tredici anni. Stavo guardando le Tartarughe Ninja quando mia madre mi strappò il telecomando, cambiò all’improvviso canale e…
Tentenna, soffocato dal dolore di quel flusso di ricordi
– Cosa successe, Christian? Cosa fece tua madre?
Lui si gira verso la ragazza, il volto deformato dall’odio.
– Mi costrinse a guardare Uomini e Donne!! Ogni maledetto giorno, finché non me ne andai di casa! Ma a quel punto era troppo tardi, qualcosa in me era cambiato per sempre. Perchè dentro di me, a quel punto, erano rimaste soltanto Cinquanta Sfumature di Spregio.
Lei si avvicina dolcemente, lo accarezza per tranquillizzarlo.
– E’ terribile, Christian. Io sento la tua inquietudine, e so che ancora non sei appagato appieno. Tu mi hai scudisciata, mi hai urinato addosso, mi hai fatto leccare l’acquario dei pesci tropicali, mi hai penetrato con lo scettro di Sailor Moon, mi hai appeso dei raudi alle poppe e mi hai fatto votare Lega Nord alle regionali. Hai voluto essere in tutto e per tutto il mio Dominatore, e io te l’ho fatto fare con piacere, ma ancora non ti basta. Cosa vuoi di più, da me?
Lui si morde il labbro, cercando dentro di sé il coraggio di rivelarle il suo desiderio più perverso. Una pulsione così oscena e inconfessabile che fatica persino a prendere forma.
Finchè alla fine, scavando nelle tenebre della sua anima, trova il coraggio di rigurgitare l’immonda verità.
– Anastasia, io… Non mi basta essere il tuo Dominatore. Io voglio essere il tuo TRONISTA!

La giovane si ritrae, ammutolita. Poi…

 

 

Le porte dell’ascensore si aprono al suo tocco isterico.
– Aspetta Anastasia, non andartene. Sai che non farei mai niente che tu non possa sopportare!
– Christian, vatti un pò a grattare le emorroidi contr’al muro, eh.
Entra nel vano. Pigia lo zero.
– Ah, Christian, un’ultima cosa. Le tue cover fanno cagare.
E mentre le porte di metallo lucidate a specchio si chiudono tra di loro, al miliardario rimane solo il tempo per un ultimo disperato appello.

– Aspetta Anastasia! Ho appena ordinato il deltaplano!

 

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Dedicato con affetto a tutte le mie fan.

Troneggia responsabilmente

Game of Thrones Football League

Stark VS Lannister

– Buonasera amici sportivi e benvenuti alla finale della Game of Thrones Football League. Al microfono per voi c’è il solo Legittimo Re Viserys Targaryen con il supporto tecnico-religioso di Melisandre, Sacerdotessa del Signore della Luce.

Si gioca alla King’s Landing Arena questa attesissima finale tra l’Olimpic Winterfell detentore del titolo, allenato dal Lord di Grande Inverno Eddard “Ned” Stark , ed il Real Casterly Rock di Tywin Lannister che inaspettatamente ha battuto ai rigori in semifinale l’Atletico Harrenal.

E’ un caldo e assolato sabato pomeriggio e infatti ci stupiamo nel vedere, mentre le squadre fanno il loro ingresso in campo, tutti i membri della casata Stark indossare pesanti pellicce di orso. Stanno già sudando come cavalli da tiro Dothraki per via del loro irrinunciabile “Winter is coming”… Cosa ne pensi Melisandre, della scelta di giocare di giorno la finale? Perché?

– Senza dubbio è il volere del Signore della Luce, perché la notte è buia e piena di orrori… E’ merito Suo anche la decisione della Federazione di adottare il drink-break alla mezz’ora.

– Ehm già, sarà sicuramente così. Ma vediamo gli schieramenti che scenderanno in campo.

Ned Stark ha intenzione di passare per il suo Olimpic Winterfell dal solito 4-1-4-1, che lo ha fatto un po’ soffrire contro il Nido dell’Aquila FC, ad più concreto 3-5-2. L’agile Samwell “Sam” Tarly sarà confermato titolare tra i pali, in difesa ci sarà il blocco formato da Theon Greyjoy (ci dicono dalla redazione che Robb Stark gli ha sputato in faccia già tre volte negli spogliatoi), il sempre affidabile Ramsay Snow il figlio bastardo di Bolton e Brienne di Tarth, quest’ultima ha già dimostrato di avere da sola più palle di tutta la difesa della sua squadra messa assieme.

Proseguiamo col corposo centrocampo che vede sulle fasce uno smagliante Bran Stark in groppa a Hodor e quel rigurgito di fogna usurpatore di Robert Baratheon, vistosamente già ubriaco; in mezzo vedremo il suddetto capitano Robb Stark mettere in campo il suo talento nella regia e nelle finte matrimoniali, Stannis Baratheon con la tipica espressione arcigna, mai una risata per lui, e la new entry Jon Snow in sostituzione di Lord Davos, che ricordiamo salterà questa partita perché risultato positivo all’antidoping delle cipolle.

– Leggo nelle fiamme il futuro di Lord Davos, Viserys, ed è tetro e molto lontano dalla Luce dell’Unico Vero Dio…

– Non potrebbe essere più vero, Melisandre: la regia lo sta inquadrando proprio ora bestemmiare energicamente l’Unico Vero Dio dalla tribuna. Chissà se il suo sostituto, il “verginello” Jon Snow, nel quale Ned Stark ha piena fiducia, saprà dimostrare di non essere solamente il figlio di una baldracca senza nome.

In attacco per il Winterfell spazio al tandem formato dal pluriresuscitato Beric Dondarrion e Jaqen H’ghar. Jaqen, in prestito dal Braavos City e corteggiato dal Qarth di Essos, ha fallito due clamorose palle gol nell’amichevole contro gli scopa-cavalli di Vaes-Dothrak e dovrà dimostrare di essere nuovamente decisivo, indipendentemente da quale faccia o maglia indossi.

– Se abbandonasse i falsi déi e si convertisse al Signore della Luce, magari donando sangue e sperma a una volenterosa e devota Sacerdotessa “a caso”, potrebbe anche farcela…

– Sempre molto devota e pia, la nostra Melisandre! Il Real Casterly Rock ha ritrovato il suo bomber d’eccezione, quel nano diabolico di Tyron Lannister, sempre più uomo mercato conteso per l’impressionante media-gol segnati di testa su calcio piazzato. Tywin Lannister con lui è pronto a schierare un tagliente 3-5-1-1: Lord Baelish “Ditocorto” a difendere la porta, davanti a lui i migliori mozzatori di teste di tutto il torneo, i fratelli Clegane cioè Sandor “Il Mastino” e Gregor “la Montagna” che, assieme ad un ambiguo Renly Baratheon, formeranno il pacchetto arretrato.

– Vediamo in questo istante Renly Baratheon correre verso la terna arbitrale, sembra stia già chiedendo a gran voce un “fallo” anche se il match deve ancora iniziare…

– Non stento a crederlo, Sacerdotessa! La sua ossessione per cercare, chiedere e stimolare il fallo è ben nota a tutti i telespettatori.

– Sarà contenta sua moglie Lady Margaery Tyrell, che è in panchina.

– Credo non se ne preoccupi molto, in questo momento sta mostrando le tette ai sostenitori sugli spalti per incitare il tifo. Proseguiamo con un centrocampo che ha decisamente “gli attributi” a partire da Lord Varys, poi lo Sterminatore di Re, vale a dire quel figlio di una scrofa di Jamie Lannister, e la leggiadra Yara Greyjoy strappata inaspettatamente con un colpo di mercato di Tywin allo Sporting Pyke. Tra l’altro sembra che Yara abbia anch’ella già sputato in faccia a suo fratello Theon del Winterfell mentre le squadre uscivano dal tunnel. A scorrazzare sulle corsie laterali Lord Tywin ha piazzato il giovanissimo capitano Joffrey Baratheon (si dice abbia torturato gli orfani di Approdo del Re finché non gli è stata concessa la fascia) e il Cavaliere di Fiori Ser Loras Tyrell il quale sta salutando sportivamente tutti gli avversari e i compagni di squadra con stretta di mano e pacca sulle terga. Un momento di imbarazzo quando è il turno di Jamie Lannister, per lui solo pacca sulle terga.

– Scusami Viserys, ma è un’erezione quella che si nota nei pantaloncini del Cavaliere di Fiori?

– O quella, oppure ha la mano mozzata di Jamie nelle mutande, mia cara Sacerdotessa Rossa! Ma finiamo con l’attacco deciso dal mister Tywin, perché ci sarà un duo davvero affiatato: Bronn, l’unico giocatore a cottimo del Casterly Rock, ed il già citato Tyron Lannister probabile vincitore del prossimo Pallone di Spade per le sue prodezze aeree.

A dirigere questa finale sarà l’esule Jorah Mormont, la cui carriera arbitrale è purtroppo macchiata da una ridicola vicenda giudiziaria per tratta di schiavi, e sarà coadiuvato dai due guardalinee Maestro Aemon Targaryen e Khal Drogo con il suo fedele arakh, la spada ricurva tradizionale, al posto della bandierina. Ricordiamo a beneficio degli spettatori che per le usanze Dothraki una finale di Game of Thrones League senza almeno tre morti sul campo viene considerata noiosa!

– Un momento, Viserys. Maestro Aemon di Castle Black? Tuo zio? Ma non è cieco?

– Non risvegliare il drago con queste inutili polemiche, Melisandre! E’ un Targaryen e tanto ti basti! Vuoi che ti venda ai Signori delle Pecore?

– Beh pensandoci potrebbe anche avere risvolti interessanti…

– Comunque, cari amici sportivi, sarà una sfida durissima a King’s Landing quest’oggi tra l’Olimpic Winterfell ed il Real Casterly Rock. Si prospetta un match davvero incandescente e ricco di mutilazioni, proprio come piace a me. Ma eccoci al calcio d’inizio.

CONTINUA…

Grazie a LegaNerd per la geniale idea, in particolare a NewsBot, mc e Wex

Monsieur il FLAME!

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Scenario: avete creato un gruppo su Facebook dedicato agli amanti della Piadina Romagnola.
In pochi mesi vi arrivano qualche migliaio di iscritti, poi l’entropia vigliacca dei gruppi su internet vi dilania le membra e ingrassa il portafoglio del vostro psicologo.

Vai di carbonella, dacci di diavolina, è partito il FLAME.

 

Fonte: Wikipedia.
Nel gergo delle comunità virtuali di Internet un flame (dall’inglese per “fiamma”) è un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità o a un altro individuo specifico; flaming è l’atto di inviare tali messaggi, flamer chi li invia, e flame war (“guerra di fiamme”) è lo scambio di insulti che spesso ne consegue, paragonabile a una “rissa virtuale”. Un flame può avere elementi di un messaggio normale, ma si distingue per il suo intento: non è generalmente concepito per essere costruttivo, o per chiarire meglio una discussione, o persuadere le altre persone, ma solo per provocare la loro reazione.

 

  • <WeLovePiadina-admin> Plachiamo gli animi subito, abbiamo solo lanciato un sondaggio per capire se nella vostra piadina ideale i peperoni grigliati si sposano bene con la salsiccia oppure la preferite senza verdure… Non c’è bisogno di litigare.

Ieri alle 18.20 · Mi piace · 1

  • <VeganaPuritana> Ki tortura e uccide i poveri suini per farne infami salsicce merita di subire lo stesso trattmento!!11! BASTARDI!!1

Ieri alle 18.28 · Mi piace

  • <Sex-Machine> Uè ragazze se si parla di salciccia dovete provare la mia! Tosta e bella piccante!

Ieri alle 18.45 · Mi piace

  • <VeganaPuritana> Se ci sareste voi a vivere dentro la porcilaia e a finire smacellati dopo una vita di prigioniero non la mangereste più la salsiccia… FREE MAIALI!!!1

Ieri alle 18.57 · Mi piace

A questo punto di solito l’amministratore cerca di correre ai ripari e sedare gli animi, prima che arrivi…

  • <WeLovePiadina-admin> Scusami @Sex-Machine ma i tuoi genitori ti hanno insegnato l’educazione? Ti sembra il modo di parlare? E @VeganaPuritana, sei sicura di essere nel gruppo giusto? Hai capito di cosa stiamo parlando?

Ieri alle 19.21 · Mi piace · 5

  • <VeganaPuritana> Io o capito benissimo sto provando a far abolire lo strutto nella piadina e farla solo con l’olio d’oliva. Anche la salsiccia. Se la gente lo capisce darebbero un grande aiuto alla’mbiente!!

Ieri alle 19.23 · Mi piace

  • <Sex-Machine> La mia salsiccia non fa male e non fa ingrassare! Nessun maiale è stato maltrattato, al massimo qualche maiala!! E la può assaggiare anche @VeganaPuritana senza problemi! Provare per credere!

Ieri alle 19.34 · Mi piace

  • <Polemicron> Ma scusate, io non leggo da due giorni il gruppo, ma anziché perdere tempo su peperoni grigliati e salsicce, non sarebbe meglio domandarsi se tutti sti immigrati e i loro kebabbari sono una minaccia per la nostra amata piadina?

Ieri alle 19.46 · Mi piace · 4

 

…la MINACCIA DI SCISSIONE!

 

  •  <Biforcaiolo> Comunque si vede che anche in questo gruppo la società di merda in cui stiamo vivendo si sta facendo strada…offese, razzismo, per niente….che schifo. ..doveva essere un gruppo creato x ricordare i bei tempi della Piedina …e invece sta andando in malora. … Basta, fonderò un un nuovo gruppo e si chiamerà Piedina4Ever! Chi gli va di aderire è il benvenuto! Ma non a chi ha voglia di litigare!

Ieri alle 19.52 · Mi piace · 9

  • <Lurker> Stiamo rasentando il ridicolo.. Siamo una bella comunità , non capisco perché dobbiamo dividerci. Io vi leggo sempre anche se scrivo quasi mai, ma davanti a ‘sta cosa del dividersi non posso astenermi dal pensare che sia una cazzata..

Ieri alle 20.18 · Mi piace · 6

 

Inevitabilmente si delinea nelle menti più deboli uno scenario apocalittico che, di solito, porta a paventare addirittura la temuta CHIUSURA DEL GRUPPO!

 

  • <Tenerissima<3 > Giustissimo Biforcaiolo, questo gruppo era nato per ricordare i bei tempi della piadina con lo strutto, porcaccia troia! E le altre cose lasciarle perdere, e vaffanculo mi dispiacerebbe se venisse rimosso!!!

Ieri alle 20.22 · Mi piace

  • <Polemicron> Avete ragione sia <Biforcaiolo> sia <Lurker> e Vi chiedo scusa (a tutti naturalmente) ma è troppo facile nascondersi dietro una tastiera e chiedere la chiusura del gruppo, e ignorare le domande scomode come le mie

Ieri alle 20.32 · Mi piace · 4

  • <Tenerissima<3 > E comunque per chi non dovesse più piacere il gruppo e liberissimo di cancellarsi, spaccamaroni!!

Ieri alle 20.35 · Mi piace · 5

  • <WeLovePiadina-admin> Ma scusa @Polemicron cosa c’entra il kebab in questa discussione? Però è un argomento interessante, perché non apri magari un altro post per un confronto piadina/kebab?

Ieri alle 20.48 · Mi piace

  • <Lurker> @Polemicron io non mi riferivo a te..

Ieri alle 20.48 · Mi piace · 1

  • <Biforcaiolo> @Tenerissima<3 ..hai ragione. .mi sa che qui si è iscritta gente tanto x fare senza un grande interesse per la piedina ma poi la vogliono buttare in politica. Invece in Piedina4Ever è vietato parlare di politica! Vieni di là dai!

Ieri alle 20.51 · Mi piace

  • <Sex-Machine> Macchè in politica, buttiamola in vacca! Ma a te @Tenerissima<3 potrebbe interessare una salsiccia tostissima?? 😉 8=====D

Ieri alle 20.59 · Mi piace

  • <Lurker> Mi riferivo appunto al fatto che sono due giorni che vedo post e commenti poco carini o offensivi contro tutti.. E solo perché uno chiede se ci vuoi i peperoni grigliati con la salsiccia.. Come te appunto Polemicron che fai domande, e viene aggredito.. E’ un gruppo su fb non un’ istituzione!!!

Ieri alle 21.02 · Mi piace · 10

  • <Cinghialo> Bene bene. Sono due giorni che ho la pelle d’oca per quello che leggo. Certo che se aveste una vita anche fuori da face book il mondo sarebbe migliore. Possibile che i peperoni grigliati debbano portare alla chiusura del gruppo?

Ieri alle 21.12 · Mi piace · 3

  • <Lurker> E scusate la franchezza (non scrivo mai ma oggi non mi trattengo più) ma se uno non può neanche esprimere un parere o chiedere una cosa senza venire messo alla gogna non vi lamentate poi se la gente abbandona il gruppo.. Perché appunto di gruppo si tratta..

Ieri alle 21.19 · Mi piace · 13

 

La valanga ha iniziato la sua corsa, inarrestabile, verso il caos primordiale dei primi istanti di vita dell’universo. Da un piccolo seme di zizzania portato da un idiota sgrammaticato è nata una fetida foresta di mangrovie nella quale l’Admin cerca inutilmente di districarsi. Purtroppo per lui, qualche membro del gruppo tenterà goffamente di aiutarlo ergendosi miseramente a paladino della TOLLERANZA.

 

  • <WeLovePiadina-admin> Il gruppo c’é ed esiste ancora! Siamo ancora qui!! Chi ha mai parlato di chiuderlo??

Ieri alle 21.21 · Mi piace

  • <Lurker> Mi fa piacere e se chiudesse mi dispiacerebbe ma se posso dare un consiglio spassionato da membro del gruppo e da persona razionale qua ci vuole calma e pazienza se non volete che a poco a poco la gente esca un po’ più di tolleranza e meno nervosismo non guasterebbero.

Ieri alle 21.24 · Mi piace · 11

  • <WeLovePiadina-admin> Ma ho solo chiesto di non litigare! La domanda è facile: vi piacciono oppure no i peperoni grigliati con la salsiccia, nella vostra piadina?? Perché dovete scannarvi, andarvene, aprire nuovi gruppi????

Ieri alle 21.29 · Mi piace · 2

  • <Cinghialo> Ma dipende se la salsiccia di @Sex-Machine è fatta con maiali italiani o stranieri. Cambia tutto, se li importi dalla cina o dalla romania! E poi perché a lui viene permesso di pubblicizzare così la sua macelleria non lo capisco, non si dovrebbero fare pubblicità in questo gruppo… Allora anch’io faccio pubblicità a mio genero che fa l’elettrauto E’ vero o no?

Ieri alle 21.35 · Mi piace · 5

  • <68ina> Lo speriamo, e ci stiamo muovendo proprio con questa intenzione… sarebbe un vero peccato perderci….!!!

Ieri alle 21.39 · Mi piace

 

E’ a questo stadio che, sovente, si nota una spontanea generazione di proposte per incontrarsi faccia a faccia e chiarire la questione, anche da chi non è assolutamente in grado di portare a compimento tali intenti. Gli esperti hanno adottato, per questo fenomeno, il nome arabo “NAB’IR-ALBAR”. Sebbene in un primo frangente possa sembrare una soluzione logica e intelligente, purtroppo il NAB’IR-ALBAR implica una perdita di focus che non farà altro che moltiplicare la confusione.

 

  • <Cinghialo> Comunque secondo me bisognerebbe chiarire tutto incontrandosi dal vivo, un bicchiere di sangiovese, o qualcosa del genere.

Ieri alle 21.43 · Mi piace · 2

  • <68ina> Per esempio? Venerdì sera alla casa del popolo?

Ieri alle 21.46 · Mi piace

  • <Cinghialo> Che ne so, anche una pizza. Ma non venerdì che ho la bocciofila.

Ieri alle 21.51 · Mi piace · 1

  • <68ina> Compagno Cinghialo, dove giochi a bocce! 😀 Cmq fai una cosa…inizia un post nuovo sull’argomento incontro dal vivo…così stacchiamo del tutto…che ne dici?

Ieri alle 21.56 · Mi piace · 1

  • <Cinghialo> Come si fa? È mio nipote che miinsegna il computer ma oggi è al calcio

Ieri alle 21.59 · Mi piace

  • <68ina> Vai su ‘Scrivi qualcosa’!!!

Ieri alle 21.59 · Mi piace

  • <Cinghialo> ‘Scrivi qualcosa’ INCONTRO per chiarire la questione del gruppo. Troviamoci al Bar Gigione alle sette sabato sera e ci prendiamo un brancamenta che si parla meglio che davanti al computer.

Ieri alle 22.17 · Mi piace

  • <LeSoTutte> Ma perché proprio al bar Gigione?

Ieri alle 22.18 · Mi piace

  • <68ina> Ma hai scritto sempre quiiiiii!!

Ieri alle 22.20 · Mi piace

  • <Cinghialo> Perché Gigione ha assunto una barista per la sera con due zizze così, la Betty. Sarò in pensione ma non sono ancora morto

Ieri alle 22.30 · Mi piace · 985

  • <GirlsPower> questo gruppo era nato per ricordare i bei tempi della piadina, non le zizze della barista! Mi fate schifo schifosi sessisti!!!

Ieri alle 22.36 · Mi piace

 

Certe come le elezioni anticipate, cominciano ad arrivare all’amministratore le lamentele per la sua gestione del gruppo, una sorta di LAPIDAZIONE PUBBLICA. Si evidenzia di norma un soggetto che guida la carica delle critiche, e al suo seguito una masnada di ignoti internauti che vogliono solo lanciare la propria personalissima pietra per, chissà, dare un senso alla propria vita.

 

  • <Kritikazz> c’e’ gente che vuol fare l’admin… e invece forse farebbe meglio a pensare a chi gli tromba la moglie perché se scopa come gestisce il gruppo…

Ieri alle 22.42 · Mi piace · 1

  • <FatinaLucente> Sarcasmo del ca**o..maleducazione…non si puo… Se questo è il modo di gestire questo gruppo…siamo fottuti in partenza!!!! Ma porca vacca invece di sostenerci ci tagliano le gambe.. Ma se non si puo parlare nemmeno in n gruppo cosi ristretto tra virgolette come possiamo pretendere di migliorare l italia????

Ieri alle 22.49 · Mi piace · 5

  • <Liberapensatrice> Da quel che ho potuto leggere il Sig.<Polemicron> ha fatto semplicemente una domanda….e a mio avviso andava trattato con più educazione anche dall’admin….se questa è educazione e gentilezza….

Ieri alle 22.52 · Mi piace · 9

  • <WeLovePiadina-admin> Ma perché…? Gli ho solo detto che era fuori tema, e di aprirsi una nuova discussione sul kebab. Qui vorremmo parlare di piadina con salsiccia e peperoni grigliati!! Polemicron, ti scrivo in pvt per spiegarti come si fa, bastano due clic.

Ieri alle 22.58 · Mi piace · 4

  • <Cinghialo> Boh io vado da Gigione prima che chiude a mezzanotte.

Ieri alle 23.00 · Mi piace · 78

  • <68ina> ha ragione <FatinaLucente> secondo me! C’è stata una incomprensione per come è stata formulata la domanda, credo….e l’aria tesa ha fatto il resto… fatevi una canna, ragazzi!!! E poi gli immigrati sono come noi! Anche noi eravamo immigrati in america!

Ieri alle 23.07 · Modificato · Mi piace · 5

  • <Liberapensatrice> Hai ragione al 100% <68ina> Anche xché chi non era al corrente di quello che è successo nel gruppo in questi ultimi giorni non lo si può attaccare in questo modo…..

Ieri alle 23.17 · Mi piace · 2

 

L’analisi storica dei flame denota che nel 89% dei casi da uno o più membri del gruppo si leverà un appello a favore dell’uguaglianza di pensiero e contro la soppressione delle opinioni divergenti. Insomma, quasi sicuramente, qualcuno dirà:

 

  • <28cm di Saggezza> QUI SIAMO IN DEMOCRAZIA! Perché Polemicron non può parlare di kebab? Cos’è, il più brutto?

Ieri alle 23.21 · Mi piace · 2

  • <LeSoTutte> Ma @VeganaPuritana perché ce l’hai con lo strutto?

Ieri alle 23.23 · Mi piace · 3

  • <GirlsPower> questo gruppo era nato per discutere di una cosa: LA piadina! Che è FEMMINA! Non ci interessa quell’espressione del maschilismo autoritario rappresentato da IL kebab! Che è MASCHIO!

Ieri alle 23.31· Mi piace

  • <28cm di Saggezza> Stiamo rasentando la pazzia! Uno nn può fare una semplice domanda che gli date addosso e gli viene detto addirittura che doveva stare zitto. La tua opinione vale quanto la mia e devi rispettarla, e così tutti. Gli uomini contano come le donne. Andate a grattarvi le emorroidi contro al muro invece di attaccare la gente!

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  • <Liberapensatrice> Sono completamente d’accordo con 28cm…

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  • <Kritikazz> È che si credono di avere il “potere” solo perché han foondato il gruppo ma le opinioni che gli dà fastidio…l’umiltà manca, cari miei

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Ormai l’intera discussione sta naufragando, e come in ogni tragedia marittima che si rispetti i topi sono i primi ad abbandonare la nave.

Vero o millantato, rapido o logorroico (in certi casi accolto con sollievo), da parte dei più futili partecipanti alla discussione inizia la DICHIARAZIONE UFFICIALE DI ABBANDONO.

 

  • <khaag-acat’zi> Ragazzi io non vi conosco personalmente, ma la dovreste smettere di discutere per lo meno qui pubblicamente davvero avete rotto i coglioni parlatene in privato! Siamo tutti parte di questo gruppo e ci piace come lo gestite ed e anche bello che tutto esprimano il loro parere ma ora mi avete stufato. Io esco. Continuate pure a sbranarvi tra piadina e kebab.

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  • <ZIZZANIA> Sono daccordo <khaag-acat’zi>, circa ventordici post fa era già ora di chiudere la polemica. Ma c’è chi insiste. Io da ora nn vi seguo più. Perché me ne frego e ho una vita vera, al contrario di voi.

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  • <28cm di Saggezza> non ho cominciato io. @Cinghialo contami da Gigione per sabato, io ci sono.

Ieri alle 11.22 · Mi piace

  • <Sex-Machine> Qua si parla troppo di kebab e poco della mia salsiccia. Anche io esco. Però sabato da Gigione a conoscere la Betty vengo lo stesso.

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  • <VeganaPuritana> Qua si parla troppo di kebab e anche di salsiccia! Siete ttti degli skifosi assassini di animali! Fate come me uscita da questa discussione di merda e andate a salvare il mondo!!

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  • <LeSoTutte> @ZIZZANIA mi dispiace non hai capito <WeLovePiadina-admin> non vuole affatto impedire il discorso del kebab, ma solo che non conta quanto quello della piadina !! Non è il gruppo WeLoveKebab!!

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  • <ZIZZANIA> Ah no LeSoTutte? Io ho capito diversamente, e non solo io. Mi hanno scritto in privato in tanti per darmi ragione. E chiudo qui. BASTA POLEMICA GRAZIE!

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  • <WeLovePiadina-admin> Veramente non ho impedito a Polemicron di parlare di kebab, né detto che il suo tema è meno importante della salsiccia coi peperoni grigliati. Semplicemente, non c’entra una fava il kebab in questa discussione! Ce ne vorrebbe una dedicata, fatevela per Dio!

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  • <LeSoTutte> @ZIZZANIA e chi è che ti darebbe ragione? Tutti questi che ti hanno scritto in pvt chi sono? Facciamo un po’ di nomi se hai le palle no?

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  • <ZIZZANIA> VI RIPETO BASTA POLEMICHE E COMINCIATE A FARVI UNA VITA.

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La semina è stata accurata, il terreno ben concimato, e quindi si attende un corposo raccolto. In clamoroso ritardo sulla discussione a causa del tempo impiegato a prepararlo, con punteggiatura e grammatica buttate a casaccio come avesse il gatto sulla tastiera, e causando un genocidio di congiuntivi, ecco giungere da parte di qualcuno il pallosissimo e inconcludente PIPPONE.

 

  • <khaag-acat’zi> Per la miseria ma dove sta finendo il buon senso e il rispetto io davvero leggere ste cose mi fa venire l’orticaria!!! Bastaaaaaaaa vi prego basta….. Una birretta al Bar Gigione magari non ci farà capire se è meglio la salsiccia coi peperoni grigliati o il kebab, ma vedervi dividere il gruppo per questo fa male perché credo davvero che ho sbagliato gruppo pensavo che eravate più intelligenti!!! Ora non so cosa avrà di meglio Piedina4Ever rispetto a WeLovePiadina l’importante è che il fondatore non faccia il tiranno e lascia parlare tutti allo stesso modo senza trattare da merda chi la pensa diversamente da lui!!! Sabato parteciperò a questa bellissima iniziativa di @Cinghialo ma senza parlare di politica, senza razzismo senza pregiudizi, e con la voglia di conoscere chi ci sarà, non ci sono dubbi che io sono aperto a tutte le idee e potete farlo anche voi perciò bastaaa, per me non vi capite e più andate avanti più discutete e vi scazzate senza che vi accorgete che tante persone stanno leggendo le vostre litigate da bambini dell’asilo e se la possono prendere a male a vedervi litigare così, a fare anche pubblicità alle macellerie o all’elettrauto di tuo cugino. Poi per forza che vi vogliono abbandonare o anche farvi chiudere il gruppo. Mi dispiace ma è per questo che intervengo mi dispiace perché io ci tengo al gruppo come gruppo di persone, non importa il nome o se ti piace la piadina o il kebab!!Poi se qualcuno anche l’amministratore non è d’accordo possiamo anche dividerci e fare il gruppo nuovo l’importante è stare uniti anche difronte alle difficoltà che inevitabilmente avendo tutti idee diverse si possono creare.Questa è la democrazia!

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  • <28cm di Saggezza> Ma tu non eri uscito dalla discussione?

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  • <LeSoTutte> per piacere <khaag-acat’zi> non far sembrare <WeLovePiadina-admin> che non è sensibile o non ha cuore ti ho spiegato quello che vuole fareeeeeeeeeeeeee !!! Ma che senso ha dividere il gruppo WeLovePiadina (dove ci siamo iscritti tutti perché amiamo la piadina) per una discussione sul kebab al Bar Gigione.

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  • <28cm di Saggezza> Io non faccio come <Lurker> che dice una cosa poi socmpare, a me piace parlare chiaro e in faccia anche su internet. Qua in pochi fanno un passo per capire i punti di vista dell’altro sebbene diverso e anche <ZIZZANIA> non aiuta che dice che in privato ha tutti dalla sua parte poi che cazzo fa in pubblico? Non dice niente, ecco cosa fa. Bella forza! Poi siete liberissimi di togliervi dal gruppo, e chissà forse lo farò anche io

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Ed eccoci giungere verso l’inevitabile EPILOGO. Il rogo del flame, un incendio divampato all’improvviso e a dismisura per cause del tutto idiote ignote , si inizia ad affievolire ed infine, lentamente, si spegne. Si può constatare il progressivo disinteresse di tutti i membri al tema in oggetto, mentre gli ultimi che rimangono a sostenere la conversazione sono quelli che pur di avere l’ultimo post nella discussione chiamerebbero il proprio capo dicendo che dovranno saltare il lavoro perché si sono ammalati di sifilide.

 

CONCLUSIONI FINALI

 

Dopo ore infinite a leggere, ribattere, ribattere senza leggere, polemizzare, criticare, scindere, rimescolare, pianificare, spiegare, convincere, sbugiardare e insultare, il tutto accoltellando senza pietà la lingua italiana alla gola, tutti la pensano esattamente come prima. Decine di ore di sonno bruciate, centinaia di ore di potenza di calcolo in fumo, milioni di calorie sprecate, miliardi di poveri e inermi tasti calpestati con furia omicida… E per cosa?

L’Admin pensa seriamente di andare a chiudersi i testicoli nella porta blindata di casa.

Lo scissionista apre il suo gruppo nuovo, lo segue uno sparuto drappello di rivoltosi, dopo poco capiscono di essere 4 coglioni che non sanno che dirsi e alla fine si perdono nell’oblio di YouPorn.

Il sostenitore dell’unità di gruppo a tutti i costi chiede il divorzio a sua moglie, litiga con i colleghi, si fa odiare dai suoi figli e viene abbandonato dal suo cane.

Il polemico, dopo aver lanciato la sua bomba, se ne sbatte grandemente di tutti gli altri pareri, spegne le notifiche e va a giocarsi lo stipendio al videopoker.

Il difensore delle minoranze abiura pubblicamente ogni sua convinzione per un posto da messo comunale che suo zio berlusconiano l’han fatto assessore allo sport.

 

Alla fine, sapete chi davvero ha vinto?

 

  • <Cinghialo> Oh ieri sera alla Betty mentre si chinava a prendermi il decimo crodino l’è uscita una tetta dalla canottiera!

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Ma ancora più alla fine, sapete CHI HA STRAVINTO DIBBRUTTO SU TUTTI?

 

  • <VeganaPuritana> Per la cronaca… alla fine l’ho provata. La salsiccia di @Sex-Machine mi piace UN CASINO!!!11!

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  • <Tenerissima<3 > Confermo!! Ce n’era abbastanza anche x me!! Tutto maiale italiano!!!!!

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Windows cOTTO

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Sto osservando da un pò i PC con Windows 8. Prime impressioni?

Visuale “Tiles”
1. Piastrelle. Piastrelle ovunque. Colori sgargianti che nemmeno al gay pride, piazzate a casaccio, misure difformi prive di logica, pare il cesso di Platinette.
2. Non hai più i programmi. Hai le “apps”. Io coi programmi ci lavoravo, ci producevo documenti e contenuti audio/video. Con le apps ci cazzeggiavo sul telefonino. Ora devi lavorare con le apps. Come compilare una gara d’appalto con Ruzzle.
3. Roba che appare. Sposti il braccio un attimo per grattarti i coglioni, tocchi il mouse col gomito, e appare roba a destra, o a sinistra, o sopra, o sotto. Riporti la mano sul mouse per riprendere il controllo del mezzo, la roba scompare, t’incazzi. La cerchi, muovi il cursore, appare altra roba, imprechi. Puoi anche suddividere lo schermo tra una maledetta app aperta e uno sguardo all’inferno nel girone dei programmatori di Microsoft, ma appare tutto meno quelli che cercavi tu.
4. I cazzi tuoi. Windows 8.1 si fa un sacco di cazzi tuoi. Se apri inavvertitamente il PC davanti a tua madre lei vedrà le tuo foto colme di vergogna di quando ti sei ubriacato come un contrabbandiere marocchino al matrimonio del tuo collega. Già, quello dove hai fatto pipì nella piscina dell’agriturismo. Dal trampolino. E poi ti sei tuffato. Ed era vuota. Tranne che per il piscio.

Visuale “Desktop”
1. Manca il pulsante Start.
2. Manca il pulsante Start e a Redmond hanno licenziato il manager che ha avuto questa bella pensata. Ora sta alla McDonald’s provando a vendere il progetto di nuove patatine senza patata.
3. Manca il pulsante Start e se apri la finestra al tramonto sentirai gli ululati di disperazione di milioni di utenti, preannunciando la rivoluzione e l’inizio della Terza Guerra Mondiale. In compenso chi vende corde per impiccagioni fa affari d’oro.
4. Manca il pulsante Start e se pigi quello falso che ti hanno messo torni alla visuale con le “Tiles” e con i meravigliosi vantaggi di cui sopra. Enjoy!
5. Manca il pulsante Start e qualcuno dice che passando davanti alla tomba di Steve Jobs nelle notti di luna piena si sente ridere della grossa.

Internet Explorer
1. La barra degli indirizzi è in basso. IN BASSO! Fin dalle pitture rupestri trovate nelle caverne della Dacia meridionale si vede che la barra degli indirizzi è sempre stata in alto, in ogni browser del creato, per qualsiasi dispositivo mobile o fisso. Ora è comoda come spostare il volante dell’auto al centro del bagagliaio, e divertente come bloccare le porte scorrevoli del supermercato il sabato pomeriggio e guardare la gente che vi si infrange.
2. Bing. Bing ovunque. L’unica volta che dava risultati pertinenti è stato quando copiava i risultati da Google, prima che li sgamassero collezionando una figura dimmerda che resterà negli annali della storia dell’informatica. Se ora cerchi “cartucce per stampanti” su Bing la cosa più pertinente che trovi è il video di un terrorista iracheno che spara ad una Epson con un AK-47 inneggiando alla Jihad.
3. Preferiti (da lui). Cerchi la voce “preferiti”, o “segnalibri” e per trovarli devi squartare un agnello e divinare nelle sue interiora fumanti dove siano finiti, secondo l’antico rituale etrusco. I vegani stanno passando a Linux per questo.

Primo avvio
1. Misero utente, inserisci i dati del tuo account Microsoft per poter essere degno di sfiorare con le tue luride mani il nostro prodigioso artefatto.
2. Non hai un account Microsoft? Peste ti colga! Sappi che abbiamo segnalato la tua infamia all’Altissimo ed a tutti i tuoi parenti e colleghi, affinchè la tua esistenza possa essere marchiata in eterno dalla sofferenza e dal ripudio di chi ti amava.
3. Vuoi creare ora un account Microsoft? Presto, prima che sia troppo tardi! Saremo indulgenti, e se ti iscrivi ora potrai espiare le tue colpe immonde con soli 15.000 anni di purgatorio, prima di poter accedere alla celestiale Finestra del Paradiso di Windows 8!!

E ora Premi Start!! Se lo trovi!!

Intervista a GIONATAN, Tronista Professionista

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Oggi sono onorata di essere in compagnia di Gionatan, tronista professionista, che ringrazio per aver concesso questa intervista. I nostri lettori l’aspettavano da mesi. Sappiamo che hai mille impegni, Gionatan, e non è stato facile ritagliare un po’ di tempo per questo incontro.
Sì certo vabbè. Però si pronuncia GIONATAN, chiappette, tutto in maiuscolo.

Come, scusa? Si pronuncia… in maiuscolo?
Certo. Maiuscolo, che non ci sei andata a scuola a imparare il maiuscolo? Te l’insegnano.. spè… fammi ricordare la foto di classe… in seconda media mi pare. Sì, era un anno prima che finissi gli studi.

Bene… Ok, allora, GIONATAN. Grazie per la precisazione. Immagino sia importante per te, per la tua carriera di tronista, giusto?
Eh, infatti! Non hai idea di quanto sia dura sopravvivere nella giungla dei salotti tivvù. Se vuoi emergere, se vuoi i follouers, devi trovarti una caratteristica unica per farti notare. Ormai non conta nemmeno più limonare con una novantenne in un falso fuori onda. Fidati, c’ho provato. Due volte.

Limonare con… Oh caspita, pare davvero un ambiente più duro di quello che sembrerebbe dal salotto di casa.
Certo biondina, è un mondo spietato, quello del Tronismo. Ogni giorno si combatte a sangue per un’esterna,  un’ospitata, perfino per una comparsata alla Sagra della Salsiccia. E’ come una secrezione naturale, solo i migliori ce la fanno.

Secrezione… Ah selezione! Capisco, certo. Vorresti raccontare ai nostri lettori qualche esempio di queste “battaglie”?
Mi ricordo quella volta che Daniele Interrante s’è avvicinato zitto zitto alle mie spalle appena tre secondi prima della fine della pubblicità e m’ha infilato due criceti affamati nei pantaloni.

Santo cielo, criceti nei pantaloni? E poi cosa è successo?
Ho messo in pratica le lezioni di latino-americano. Quando siamo tornati in onda  stavo ballando una specie di samba per mascherare il dolore dei morsi di quei due topi ‘nfami. Maria c’ha fatto un promo per la nuova stagione. Lo dico sempre io: se non balli latino non farai mai carriera.

Incredibile. Ma quindi episodi come questo sono all’ordine del giorno, nel mondo dei Tronisti?
Devi essere sempre pronto a tutto, ma non puoi limitarti a reagire. Devi anche saper colpire per primo e affondare la concorrenza, e farlo senza pietà. L’altranno  ho offerto sei barili di birra a un pullman di tedeschi purchè andassero a ruttare dietro Karim Capuano mentre lo intervistava Lucignolo a Trastevere.

Ehm… Fantasioso! Sarà stato un duro colpo per Karim, immagino.
Ci puoi scommettere le tettine, dolcezza. L’intervista non l’hanno più mandata in onda e Karim quella settimana ha dovuto accettare di registrare una televendita di pattine in lana merinos per Mediashopping.

Sono convinta che i tuoi fan, GIONATAN, vorranno sapere dove trovi la forza per andare avanti in un ambiente così duro.
Beh, sai, il Tronismo non è un lavoro, non è uno sport. Il vero Tronista c’ha la “Fede”. Quando vedi quella poltrona illuminata dai fari dello studio che ti fa sentire le farfalle nello scroto, ecco è  proprio in quel momento lì che capisci che venderesti tua sorella a Lele Mora per stare davanti a una telecamera a parlare di figa. Poi capisci che sei arrivato a far impazzire le donne quando le vigilesse ti lasciano il loro numero di cellulare sul verbale perché hai parcheggiato il SUV in mezzo all’ingresso del pronto soccorso.

Aspetta, pronto soccorso? Hai avuto un incidente, sei stato male?
E’ successo sei mesi fa. Una cosa davvero brutta, di quelle che ti segnano. Si sentono cose del genere, magari le leggi sulla stampa specializzata come Chi o Novella 2000, ma non immagineresti mai che possa capitare proprio a te. Poi, un brutto giorno, appena prima di fare il postino a C’è posta per te, ti accorgi che hai un terribile brufolo sul labbro. Grosso e viola, che pulsa. Un incubo che mi tormenta ancora, quando ci penso. Per fortuna non mi capita tanto spesso… di pensare, intendo. Che poi mi fa male alla testa.

Sì, l’avevo intuito…
Comunque ho dovuto abbandonare lo studio e sono corso in ospedale, non avevo scelta. Prima che fosse troppo tardi. Per fortuna ho avuto la prontezza e il sangue freddo di postare qualche foto su Twitter dopo l’operazione, sennò sarebbe stato un trauma sprecato.

Certo, immagino la tua sofferenza. Ma visto che parliamo di estetica, cosa ne pensi della chirurgia plastica nel mondo dello spettacolo? Pensi ce ne sia troppa, o che sia un bene?
Mah, secondo me il vero boom è cominciato quando Amanda Lear s’è fatta tagliare il cobra. Lei ha scoperchiato il water di Pandora

Aspetta, il water di…
…ma le è servito a farsi sfondare nel mondo dello spettacolo, e oggi a distanza di oltre cent’anni la trovi ancora sui libri di storia. Se arrivi a farti tagliare il cobra per andare in tivvù, c’hai la fede con la FE maiuscola. Stima, sorella. O fratello. Fai tu, quel che è.

Però la “leggenda” su Amanda Lear è stata ampiamente confutata, no?
Non lo so, non pratico il con-fù, ti sembro un cinese? Ahahahah! Però non ho paura di fare a cazzotti se c’è un motivo valido e un paparazzo nei paraggi che ti punta. C’era una mia foto su Dagospia in cui tiro una capocciata a Magalli al Billionaire perché voleva soffiarmi il posto nel privè. Nano maledetto…

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Twitter, Dagospia… Com’è il rapporto di un Tronista con le nuove tecnologie, con questo mondo in continua evoluzione?
Beh, sai, capezzolini, nella vita di un Tronista Professionista non si finisce mai di imparare. Ogni giorno ti presenta nuove sfide e tu devi essere pronto ad affrontarle, a conoscere cose nuove, a superare limiti che credevi inarrivabili, da fantascienza. Ad esempio Valentino Rossi che s’era iscritto a Grandi Scuole. Un esempio per tutti noi.  Ora è Dottore!

Beh, più o meno… Ma Valentino Rossi è uno sportivo, un motociclista, non credi che sia un ambito un po’ diverso da quello dei tronisti?
No, anzi. La moto di Valentino è come la poltrona di Uomini e Donne. Entrambi amiamo l’adrenalina che ci regala, entrambi abbiamo lavorato duramente per appoggiarci il culo, entrambi sappiamo farci le impennate e delle pieghe da paura. Non è che perché la sua poltrona ha le ruote sia da considerare un demente, poverino, non è così. Io non la vedo così. Bisogna avere considerazione anche dei meno fortunati, così puoi arrivare a fare i finti calendari per gli africani come Edoardo Costa e vai su Striscia la Notizia. Un genio.

Ecco, i problemi di Edoardo Costa mi danno lo spunto per chiederti quali sono i pericoli maggiori per il mestiere di Tronista. Forse la paura di perdere popolarità? L’auto-referenzialità? L’eccesso di esposizione mediatica?
Senza dubbio è il Tronismo low-cost.

Tronismo low-cost? Cosa intendi?
E’ il grande male del nostro ambiente, anche se molti non l’hanno ancora capito. Quando vedi due ore di programma con i Tronisti pensionati che vanno in televisione in cambio di un pannolone pulito e una flebo di Tavernello, rubando spazio ai giovani. Quando in prima serata trasmettono gratis i provini di centinaia di aspiranti Tronisti nelle selezioni per il Grande Fratello. Queste sono cose che fanno male alla televisione. E al cuore.

Sembra una denuncia in piena regola, GIONATAN. In chiusura di questa intervista vuoi lanciare un messaggio al mondo dello spettacolo?
Sì certo! Non si può deprimere la professionalità che un vero Tronista mette nel suo lavoro! Cancellare con un colpo di purga tutti gli insegnamenti di Nicole Minetti! Uno si mette d’impegno col botulino, le chiappe de’ fòri, le foto zozze su Facebook, e poi in televisione ce va tu’ nonno anziché dare er pane secco ai piccioni! E poi quei piccioni senza niente da magnà se ritrovano proprio i giovani Tronisti affamati a rubargli le molliche de pane ai giardinetti! E’ una vergogna! E’ un’ingiustizia! E qui mi rivolgo al grande guru della televisione, il nostro vero idolo: Costantino! Fai qualcosa! Pensa ai tuoi discepoli, Costantino!

Bene, con questo accorato appello ringraziamo GIONATAN per averci concesso questa intervista, un’esperienza che secondo me ogni giornalista dovrebbe sperimentare almeno una volta nella sua carriera…
Guarda laggiù, un paparazzo! Presto, limoniamo!!

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Il Marchiggiano Minaccioso

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Succede che il Monta organizza una signora cena nella sua nuova casa di Cesenatico, e da scrocconi di lungo corso quali siamo noialtri, gli amici, accorriamo in massa. Una compatta dozzina di beceri soggetti si riversa nella sua tavernetta con la dichiarata intenzione di brutalizzare la nuova dimora. Si mangia, si beve, ci si schernisce e ci si insulta a ruota libera tra l’ironia generale. Dopo esserci ampiamente sollazzati con abbondanti libagioni e dopo aver fatto fischiare le orecchie a ciascuna delle nostre madri ci prepariamo in massa a tornare verso casa uscendo al gelo notturno di metà gennaio. Il buon Monta, sfidando il freddo delle due di notte, ci accompagna alle auto parcheggiate a bordo strada per l’estremo saluto (o forse per accertarsi che davvero ce ne andassimo, che non si sa mai con certa gente) quand’ecco che un’amara sorpresa ci coglie tra capo e collo: l’auto del Baffuto è impossibilitata ad uscire dal parcheggio a causa di una Fiestadimmerda parcheggiata con spregio proprio per impedirne l’uscita. L’intenzione è palese, la Fiestadimmerda è messa lì appositamente per abbrustolirci i coglioni, forse perché il Baffuto ha parcheggiato davanti ad una casa ma, invero, assolutamente in un posto pubblico, di libero accesso, non delimitato da linee di qualche colore, senza cartelli, né avvisi, non certo in una proprietà privata e nemmeno davanti ad un cancello.
Ci guardiamo l’un l’altro perplessi. L’ora è tarda e pare un po’ sadico metterci a suonare tutti i campanelli del vicinato per trovare il proprietario della Fiestadimmerda, senza contare che non sembra il caso di attirare altri fischi alle orecchie delle nostre riverite madri, così il Baffuto azzarda un colpetto di clacson nella speranza che il suddetto proprietario sia in ascolto.
Così è, in effetti. Dalla casa lì davanti esce all’istante un tizio sulla quarantina, già con le scarpe e il giubbotto addosso, e con un tornado di classe 5 a vorticargli tra i coglioni. Lo chiameremo, per rispetto della sua privacy e della sua persona, Signor Testadicazzo. Costui inizia subito a prenderci a maleparole, e rivolge al Baffuto una serie di considerazioni piccate (“La prossima volta vedi di parcheggiare da un’altra parte! Non potrò mica parcheggiare a 5 km perchè vieni tu a rompere i coglioni davanti a casa mia!”) che ci colgono impreparati per l’arroganza gratuita.
La tenera Robbè rimane sconvolta e cerca di capire dal placido Violenzo suo fidanzato come mai un tale buzzurro se la debba prendere tanto per una cosa del genere, mentre il Gavat cerca di calmare il Dott. Testadicazzo e il Baffuto azzarda una trattativa diplomatica spiegando che, se avesse messo il cartello di “proprietà privata”, nessuno avrebbe parcheggiato al suo posto.
Ma la risposta dell’Avv. Testadicazzo non lascia spazio a dubbi: “No, io il cartello non lo metto!”
Ah. Ecco. Allora vuol dire che il posto è davanti a casa tua ma non è IL TUO, perciò vai pure a cagare in un campo minato iracheno. Almeno, questo è ciò che immediatamente abbiamo pensato tutti, ma ci tratteniamo avendo ben cura di tenerci tale pensiero tra le labbra per non far degenerare ulteriormente la situazione. Inoltre l’Ing. Testadicazzo abita a 50 metri da casa del Monta e non vogliamo compromettere il suo rapporto con gli indigeni, dato che si è appena insediato.
Ma il Marchiggiano no. Lui no.
L’arroganza gratuita del Commendator Testadicazzo accende una miccia, la miccia dell’Esattore che è in lui: i nervi vanno in tensione, i muscoli si tendono sotto la pelle sudata, l’adrenalina s’incendia come benzina nelle sue vene ed è già pronto a gettargli in faccia l’amaro guanto della sfida. 
Come se i suoi avi parlassero tramite lui, come se si trovasse davanti a un debitore reticente, il nostro Marchiggiano si rivolge al Prof. Testadicazzo e sentenzia testuali parole: “Tu parcheggiala ancora così la macchina, e la prossima volta non te la ritrovi più come l’hai lasciata!
Bum.
Ci guardiamo in faccia per una frazione di secondo. L’avrà detto davvero? 
Diamo un’occhiata al Marchiggiano. Ha la schiuma alla bocca.
Ok, l’ha detto davvero.
Io e Gavat interveniamo immediatamente e prendiamo sottobraccio il Marchiggiano adirato per allontanarlo dall’On. Testadicazzo mentre questi, ovviamente, s’infervora ancora di più arrivando ad apostrofare uno di noi a caso con l’appellativo “Ravennate di merda!” e ciò non fa che rendere ancora più furente il Marchiggiano. Sbuffa, sbava, scalpita, strattona; sta per diventare il Super Sayan degli Esattori. Una roba brutta.
Per placare la sua sete di sangue cesenate Gavat ed io dobbiamo narcotizzarlo senza pietà con dosi da cetaceo. Dalla sua mente ormai obnubilata dal mix di furia cieca e barbiturici il massimo che riusciamo ad ottenere sono delle scuse per il Geom. Testadicazzo, false come il televoto del Grande Fratello. “Sì, sì, mi dispiace ok? Eh? Mi dispiace! Va bene?! Ti va bene?!” 
Sarà il freddo invernale di una notte nebbiosa, sarà la stanchezza dovuta all’ora tarda, o forse sarà Marte in trigono con la palla destra di Giove, fatto sta che sorprendentemente gli animi si placano. L’Ammiraglio Testadicazzo sale in macchina e sposta finalmente la sua Fiestadimmerda. Il Baffuto, che è rimasto incredibilmente zen durante l’intera sceneggiata, può uscire con la sua macchina. La tenera Robbè, dolce come al solito, trattiene un vaffanculo a denti stretti. Il placido Violenzo mantiene la sua solita espressione calma da maestro Yoga, però calcola quante Moleskine potrebbe rilegare con la pelle di Testadicazzo. Gavat ed io temiamo un nuovo scatto rabbioso del Marchiggiano e continuiamo a tenerlo d’occhio, anche perché lo abbiamo dovuto prendere al lazo ed incaprettare come boari da rodeo per farlo salire in macchina.
Il Monta, infine, realizza che nella sua tavernetta c’è ancora da ripulire l’orrido coacervo di immondizie e ignoranza lasciato dalla compatta dozzina di beceri soggetti che ha incautamente accolto in casa, quindi torna alla sua proprietà. Chiude il portone alle sue spalle, guarda la lunga tavolata ridotta ad una cloaca putrescente e ripensa all’alterco con il suo nuovo vicino Testadicazzo.
“Beh, dai, cominciamo bene.”

BATTAGLIA PER LA TERRA. Quando lo spoiler… fidati… è meglio.

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Se state pensando di investire due ore della vostra vita nella maniera meno produttiva possibile, tipo contando in dialetto swahili i peli del vostro cane, ma questa ipotesi vi sembra comunque troppo proficua, allora potreste valutare l’eventualità di guardare Battaglia per la Terra. Ultima alternativa appena poco meglio del chiudersi con forza i testicoli nel cassetto delle mutande.

La Trama. Chiamiamola così.

Nel 3000 D.C. (cioè tra circa mille anni, ricordatelo, è importante) una razza di alieni rastafariani e con le zeppone anni ’70 chiamati Psychlo ha in pugno la Terra e cerca oro. Eh lo so, sembra un pò triste che una razza di superesseri migliaia di anni più evoluti di noi si riduca a fare del “Compro Oro ” ma è evidente che si tratta di un modello di business davvero apprezzato da qualche parte nella Via Lattea. Oppure le signore Psychlo sono particolarmente esigenti, non è dato saperlo, sta di fatto che l’umanità sopravvissuta piomba nella barbarie e nell’analfabetismo più becero.

Sebbene non sia spiegato esattamente quando sia avvenuta l’invasione, a giudicare dalle rovine della civiltà umana che ci vengono mostrate pare sia avvenuta a cavallo tra il XX° e il XXI° secolo. La strenua difesa degli umani è durata ben 9 minuti, no dico NOVE MINUTI, dopodichè gli Psychlo hanno ridotto la totalità dei terrestri a foderi per ca**i, trogloditi cavernicoli scarsamente dediti all’igiene e vittime di ogni bastardata Psychlo. I superstiti vengono infatti considerati arretrati come bestie selvatiche e cacciati per sport, o schiavizzati per lavori infimi di bassa manovalanza e nutriti con purè di piselli.

Sebbene tecnologicamente evoluti, gli Psychlo per respirare hanno bisogno di un gas particolare col quale riempiono i loro ambienti e pare esploda in presenza di radiazioni… e noi che ci lamentiamo delle polvere sottili! Tra gli ambienti saturi di gas c’è ovviamente la loro roccaforte sulla Terra, un’immensa struttura in vetro e acciaio all’interno della quale passano il tempo a tessere trame alle spalle dei propri superiori così articolate che in Beautiful se le sognano, e a teletrasportare sul loro pianeta madre l’oro estratto dalle miniere.

Ma ecco apparire il giovane Johnny, un orrido capellone biondo con un taglio da figlio dei fiori, che appunto intorno all’anno 3000 viene rapito dalla sua comunità di cavernicoli scopa-capre e gettato in mezzo agli altri schiavi nella roccaforte Psychlo. Dopo una sonora scazzottata con gli altri prigionieri per decidere chi mangia per primo dal trogolo di purè di piselli, il buon Johnny riesce a farsi notare dal capo dei carcerieri, interpretato da John Travolta, il quale tra l’altro si convince del fatto che gli umani amino il sapore del ratto di fogna vivo, al punto di considerarlo il loro cibo preferito. Ah, l’intelligenza Psychlo!

Viene così tentato l’esperimento di instaurare nella mente di Johnny le conoscenze necessarie a pilotare le sofisticate scavatrici Psychlo per aumentare la produzione di oro: dovete infatti sapere che l’oro viene estratto proprio dagli Psychlo i quali non ritengono gli umani nemmeno capaci di reggere un piccone. Gli operai Psychlo però hanno un difetto: vogliono lo stipendio. Maledetti Contratti Collettivi Intergalattici! Così Travolta decide di provare a mettere al lavoro anche le “bestie uomo” che, in quanto schiavi, sono gratis e non hanno sindacati a rompere le palle.

Tutto ok, tutto perfetto, però a Johnny viene inculcato nel cervello in un paio di giorni l’intero compendio della scienza e della tecnica compresa la geometria euclidea ed il linguaggio nativo degli Psychlo. Vi chiederete perchè una remota razza di alieni dovrebbe chiamare “euclidea” la propria geometria: l’unica spiegazione sensata è che il buon Euclide fosse uno Psychlo e sua moglie non lo sapesse. Certo che quei rasta avrebbero dovuto insospettirla.

Ora il buon Johnny è un pozzo di scienza che sputa equazioni di quarto grado. Gli avanzatissimi Psychlo non hanno nemmeno ipotizzato il fatto che con tale mole di sapere Johnny potrebbe pensare di organizzare una rivolta tra gli schiavi e metterglielo in quel posto. Invece, ma tu guarda… è proprio quello che succede.

Johnny, messo a capo di un gruppo di umani abbandonati vicino alla miniera col compito di estrarre più oro, ha qualche settimana di libertà per farsi un pò i cacchi suoi. Proprio così: l’esperimento più innovativo e rischioso degli Psychlo viene da loro bellamente ignorato e nemmeno uno di loro resta a vigilare. Ah, la supremazia Psychlo!

Così Johnny gira e và, e trova una base militare americana che per imposizione del regista è rimasta intonsa e perfettamente fornita. Certo, da mille anni nessuno ci mette più piede (ricordate?), ma questi dettagli sono irrilevanti: il simulatore di volo funziona ancora perfettamente così come le armi trovate, compresa qualche testata atomica e una buona flotta di caccia. Lode alla buona vecchia manifattura americana! Siccome 2+2 fa 4 anche per i cavernicoli in questione, questi trogloditi analfabeti in due settimane imparano a pilotare i caccia grazie al simulatore, cagando sopra intere decadi di gloriosa Accademia Aeronautica.

Parte così la riscossa dei cavernicoli. Armati di cacciabombardieri, fucili automatici, esplosivo a camionate e una bella bomba atomica, gli umani capitanati dal buon Johnny riescono a distruggere la roccaforte Psychlo, prendere il controllo del teletrasporto, ficcarci dentro l’atomica e spararla sul loro pianeta madre dove, esplodendo in un tripudio di radiazioni, incendia tutto il loro bel gas respiratorio e trasforma l’intero corpo celeste in un ammasso di peti.

Davvero dei geniacci questi Psychlo, eh?

Ultima considerazione: appare evidente che le armi, come il buon vino, invecchiando migliorino. Quando era fresco di fabbrica e ben oliato l’intero armamentario degli umani è stato spazzato via in 9 minuti. Dopo un migliaio di anni di muffa, ruggine, ratti e ragnatele invece è migliorato così tanto che anche uno sparuto gruppo di scimpanzè ammaestrati è in grado di usarlo per sconfiggere la razza più potente dell’universo. 

Regia e note tecniche

Sono due le caratteristiche distintive che imprimeranno il nome del regista Roger Christian negli annali dei più odiati castratori di pollame prestati al cinema.

La prima è l’assoluta predilezione di Christian per il cavalletto da telecamera zoppo. In tutta la pellicola non c’è una sola inquadratura che sia orizzontale, la più dritta è inclinata di 20° e ciò produce nello spettatore un notevole desiderio di suicidio mediante iniezione letale di Anitra WC. Ma vedrai che sarà per via di quel cavalletto che gli hanno regalato quando era un tenero virgulto, col quale ha girato le sue prime oscenità, ci sarà affezionato anche se ormai è sbilenco.

La seconda nota distintiva è la discutibile scelta di far montare le riprese a suo cognato Piercostanzo che prima di “Battaglia per la Terra” aveva montato solo il video della cresima di suo nipote Gennarino. Ogni maledetto cambio di scena viene eseguito con la “tendina” centrale, ossia la nuova inquadratura compare al centro della precedente e si allarga verso i lati. E dicendo “ogni” intendo  davvero il 100% delle transizioni, nessuna esclusa. Pare quasi che le svendessero dal rigattiere sotto casa e Piercostanzo ne abbia fatto incetta, per poi affrontare l’ira di sua moglie che non sapendo come stipare nel sottoscala tutte quelle tendine del cazzo gli abbia imposto di liberarsene il più in fretta possibile assieme alla collezione di roditori impagliati.

Un vero peccato. Per i roditori, intendo. 

Commento finale

Un film costato 95 milioni di dollari tra realizzazione e marketing (e che ne ha incassati manco 30), vincitore di 9 Razzie Awards, basato su un libro del fondatore di Scientology Ron Hubbard e interpretato con cieca spavalderia da uno dei capisaldi di Scientology a Hollywood, John Travolta…

Aprimi un pò quel cassetto delle mutande che ci devo mettere i testicoli, per favore.

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