BATTAGLIA PER LA TERRA. Quando lo spoiler… fidati… è meglio.

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Se state pensando di investire due ore della vostra vita nella maniera meno produttiva possibile, tipo contando in dialetto swahili i peli del vostro cane, ma questa ipotesi vi sembra comunque troppo proficua, allora potreste valutare l’eventualità di guardare Battaglia per la Terra. Ultima alternativa appena poco meglio del chiudersi con forza i testicoli nel cassetto delle mutande.

La Trama. Chiamiamola così.

Nel 3000 D.C. (cioè tra circa mille anni, ricordatelo, è importante) una razza di alieni rastafariani e con le zeppone anni ’70 chiamati Psychlo ha in pugno la Terra e cerca oro. Eh lo so, sembra un pò triste che una razza di superesseri migliaia di anni più evoluti di noi si riduca a fare del “Compro Oro ” ma è evidente che si tratta di un modello di business davvero apprezzato da qualche parte nella Via Lattea. Oppure le signore Psychlo sono particolarmente esigenti, non è dato saperlo, sta di fatto che l’umanità sopravvissuta piomba nella barbarie e nell’analfabetismo più becero.

Sebbene non sia spiegato esattamente quando sia avvenuta l’invasione, a giudicare dalle rovine della civiltà umana che ci vengono mostrate pare sia avvenuta a cavallo tra il XX° e il XXI° secolo. La strenua difesa degli umani è durata ben 9 minuti, no dico NOVE MINUTI, dopodichè gli Psychlo hanno ridotto la totalità dei terrestri a foderi per ca**i, trogloditi cavernicoli scarsamente dediti all’igiene e vittime di ogni bastardata Psychlo. I superstiti vengono infatti considerati arretrati come bestie selvatiche e cacciati per sport, o schiavizzati per lavori infimi di bassa manovalanza e nutriti con purè di piselli.

Sebbene tecnologicamente evoluti, gli Psychlo per respirare hanno bisogno di un gas particolare col quale riempiono i loro ambienti e pare esploda in presenza di radiazioni… e noi che ci lamentiamo delle polvere sottili! Tra gli ambienti saturi di gas c’è ovviamente la loro roccaforte sulla Terra, un’immensa struttura in vetro e acciaio all’interno della quale passano il tempo a tessere trame alle spalle dei propri superiori così articolate che in Beautiful se le sognano, e a teletrasportare sul loro pianeta madre l’oro estratto dalle miniere.

Ma ecco apparire il giovane Johnny, un orrido capellone biondo con un taglio da figlio dei fiori, che appunto intorno all’anno 3000 viene rapito dalla sua comunità di cavernicoli scopa-capre e gettato in mezzo agli altri schiavi nella roccaforte Psychlo. Dopo una sonora scazzottata con gli altri prigionieri per decidere chi mangia per primo dal trogolo di purè di piselli, il buon Johnny riesce a farsi notare dal capo dei carcerieri, interpretato da John Travolta, il quale tra l’altro si convince del fatto che gli umani amino il sapore del ratto di fogna vivo, al punto di considerarlo il loro cibo preferito. Ah, l’intelligenza Psychlo!

Viene così tentato l’esperimento di instaurare nella mente di Johnny le conoscenze necessarie a pilotare le sofisticate scavatrici Psychlo per aumentare la produzione di oro: dovete infatti sapere che l’oro viene estratto proprio dagli Psychlo i quali non ritengono gli umani nemmeno capaci di reggere un piccone. Gli operai Psychlo però hanno un difetto: vogliono lo stipendio. Maledetti Contratti Collettivi Intergalattici! Così Travolta decide di provare a mettere al lavoro anche le “bestie uomo” che, in quanto schiavi, sono gratis e non hanno sindacati a rompere le palle.

Tutto ok, tutto perfetto, però a Johnny viene inculcato nel cervello in un paio di giorni l’intero compendio della scienza e della tecnica compresa la geometria euclidea ed il linguaggio nativo degli Psychlo. Vi chiederete perchè una remota razza di alieni dovrebbe chiamare “euclidea” la propria geometria: l’unica spiegazione sensata è che il buon Euclide fosse uno Psychlo e sua moglie non lo sapesse. Certo che quei rasta avrebbero dovuto insospettirla.

Ora il buon Johnny è un pozzo di scienza che sputa equazioni di quarto grado. Gli avanzatissimi Psychlo non hanno nemmeno ipotizzato il fatto che con tale mole di sapere Johnny potrebbe pensare di organizzare una rivolta tra gli schiavi e metterglielo in quel posto. Invece, ma tu guarda… è proprio quello che succede.

Johnny, messo a capo di un gruppo di umani abbandonati vicino alla miniera col compito di estrarre più oro, ha qualche settimana di libertà per farsi un pò i cacchi suoi. Proprio così: l’esperimento più innovativo e rischioso degli Psychlo viene da loro bellamente ignorato e nemmeno uno di loro resta a vigilare. Ah, la supremazia Psychlo!

Così Johnny gira e và, e trova una base militare americana che per imposizione del regista è rimasta intonsa e perfettamente fornita. Certo, da mille anni nessuno ci mette più piede (ricordate?), ma questi dettagli sono irrilevanti: il simulatore di volo funziona ancora perfettamente così come le armi trovate, compresa qualche testata atomica e una buona flotta di caccia. Lode alla buona vecchia manifattura americana! Siccome 2+2 fa 4 anche per i cavernicoli in questione, questi trogloditi analfabeti in due settimane imparano a pilotare i caccia grazie al simulatore, cagando sopra intere decadi di gloriosa Accademia Aeronautica.

Parte così la riscossa dei cavernicoli. Armati di cacciabombardieri, fucili automatici, esplosivo a camionate e una bella bomba atomica, gli umani capitanati dal buon Johnny riescono a distruggere la roccaforte Psychlo, prendere il controllo del teletrasporto, ficcarci dentro l’atomica e spararla sul loro pianeta madre dove, esplodendo in un tripudio di radiazioni, incendia tutto il loro bel gas respiratorio e trasforma l’intero corpo celeste in un ammasso di peti.

Davvero dei geniacci questi Psychlo, eh?

Ultima considerazione: appare evidente che le armi, come il buon vino, invecchiando migliorino. Quando era fresco di fabbrica e ben oliato l’intero armamentario degli umani è stato spazzato via in 9 minuti. Dopo un migliaio di anni di muffa, ruggine, ratti e ragnatele invece è migliorato così tanto che anche uno sparuto gruppo di scimpanzè ammaestrati è in grado di usarlo per sconfiggere la razza più potente dell’universo. 

Regia e note tecniche

Sono due le caratteristiche distintive che imprimeranno il nome del regista Roger Christian negli annali dei più odiati castratori di pollame prestati al cinema.

La prima è l’assoluta predilezione di Christian per il cavalletto da telecamera zoppo. In tutta la pellicola non c’è una sola inquadratura che sia orizzontale, la più dritta è inclinata di 20° e ciò produce nello spettatore un notevole desiderio di suicidio mediante iniezione letale di Anitra WC. Ma vedrai che sarà per via di quel cavalletto che gli hanno regalato quando era un tenero virgulto, col quale ha girato le sue prime oscenità, ci sarà affezionato anche se ormai è sbilenco.

La seconda nota distintiva è la discutibile scelta di far montare le riprese a suo cognato Piercostanzo che prima di “Battaglia per la Terra” aveva montato solo il video della cresima di suo nipote Gennarino. Ogni maledetto cambio di scena viene eseguito con la “tendina” centrale, ossia la nuova inquadratura compare al centro della precedente e si allarga verso i lati. E dicendo “ogni” intendo  davvero il 100% delle transizioni, nessuna esclusa. Pare quasi che le svendessero dal rigattiere sotto casa e Piercostanzo ne abbia fatto incetta, per poi affrontare l’ira di sua moglie che non sapendo come stipare nel sottoscala tutte quelle tendine del cazzo gli abbia imposto di liberarsene il più in fretta possibile assieme alla collezione di roditori impagliati.

Un vero peccato. Per i roditori, intendo. 

Commento finale

Un film costato 95 milioni di dollari tra realizzazione e marketing (e che ne ha incassati manco 30), vincitore di 9 Razzie Awards, basato su un libro del fondatore di Scientology Ron Hubbard e interpretato con cieca spavalderia da uno dei capisaldi di Scientology a Hollywood, John Travolta…

Aprimi un pò quel cassetto delle mutande che ci devo mettere i testicoli, per favore.

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Informazioni su thedrakh

Quelle perle d'ignoranza nelle quali a volte t'imbatti. Tuo malgrado. Cioè, che poi ci provi a schivarle, ma loro ti trovano lo stesso. E alla fine pensi che non sia un caso.

Pubblicato il 30 gennaio 2014, in Senza categoria con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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