Barra di avanzamento

Progress_Bar__by_Cinema_Spice_-_YouTube[1]

DLIN-DLON!

– Al primo piano! Bene che sei arrivato, tesoro!
La chiamata accennava ad un PC fisso intasato di pubblicità e banner che rendono impossibile la navigazione. Un PC fisso che la signora non poteva portare in negozio, da qui l’intervento a domicilio.
In genere è perché pesano molto e sono pieni di cavi, e le insofferenti signore non possono precettare il marito troppo assorbito dal videopoker o il figlio troppo assorbito dalla ricerca di un mammifero mediamente in temperatura con cui copulare.
Mi ritrovo in una stanza afosa che oserei definire cucina, ma non ci giurerei, con musica di Radio Italia in sottofondo a volume sostenuto.
Due set tavolo + panche pieghevoli modello “sagra della porchetta” costituiscono i piani di appoggio per cose e persone. Il muro davanti a me è costellato di gabbiette con uccellini, topi, gremlins e chissà cos’altro, ma la parete cui sono appese è letteralmente mitragliata di cuori rosa dipinti a mano di varie misure. Non ne ho visti così tanti nemmeno su tutte le Smemoranda delle compagne delle medie messe assieme.
Le sedie si distinguono per la loro mancanza.
Uno dei tavoli-birreria ospita svariate piramidi meticolosamente ordinate di Fiesta, caramelle, canditi e ciarpame antidiabetici vario. Talmente pieno da non poterci appoggiare uno sputo.
L’altro tavolo sorregge precariamente due computer accesi, un notebook da battaglia e il PC fisso incriminato. Molto degno, a dire il vero: un ferro da 1200 euro tranquilli tranquilli con monitor gigante che ospita tutto l’hardware, senza bisogno di un case sul pavimento. Componenti miniaturizzati, peso irrisorio. Evidentemente non è quello, né i cavi, che ne determina l’inamovibilità dall’appartamento.
Accanto ai computer noto un insolito quantitativo di dispositivi di comunicazione tutti accesi.

Un cellulare.
Due cellulari.
Tre cellulari.
Quattro cellulari.
Cinque cellulari.
Sei cellulari.
Sette cellulari.
Uno smartphone cinese clone di Samsung.

La signora, di mezz’età, sarà alta un metro e un cazzo e una formica a braccia alzate. I lunghi capelli sono raccolti in trecce alla Pippi Calzelunghe, indossa un abitino bianco troppo minimal per la sua età – per qualsiasi età – e adorna la pelle rugosa bruciata dal sole con una dozzina di tatuaggi colorati in posizioni che vorrei non poter vedere.
Mi porta verso la macchina, solo dopo aver precisato che ha verniciato una finestra di rosso tutto il pomeriggio perché, come donna single, è abituata a fare tutto da sola ma di computer proprio non ne capisce. Ha proprio la tenuta da imbianchino, come negarlo.
– Ecco guarda quello grande, non riesco a navigare, a fare gli annunci, c’è troppa pubblicità e ha solo un anno, un amico mi ha messo Iazze per velocizzarlo ma secondo me ha solo peggiorato.

Iazze?
No aspetta. Annunci?

Con sorrisi di circostanza mi siedo sulla panca, lievemente stordito dal quadro generale, e inizio a controllare il malato senza fare domande. Iazze si rivela essere un putrido malware che finge di migliorare le prestazioni del PC, e si chiama Yet Another Cleaner, YAC. Ma prima ancora di identificarlo vedo un Explorer agonizzante, soffocato da banner e toolbar incancrenite, che chiede solo una pallottola per porre fine alle sue sofferenze. L’avrai.
Carico Chrome da chiavetta e inizio a recuperare i programmi che mi servono per estirpare le metastasi. Unistaller, antivirus, tool vari, la solita cassetta degli attrezzi.
Parte la rimozione di YAC e delle altre schifezze, ma vedo la barra di avanzamento iniziare a riempirsi di verde speranza troppo lentamente.

19.40    1%

– Ogni tanto viene un mio amico tassista e gli ho fatto guardare il computer una volta, però con Iazze non è riuscito a fare nulla. Guarda, devo pubblicare gli annunci in bakeca, è impossibile, io ci provo ma…
Mi mostra l’homepage di un sito per incontri. Lo sapete che è impossibile impedire al cervello di riconoscere le parole che vede scritte? Così quando leggi “Casalinga gioviale e pulita disponibile ad incontri per tenera amicizia” accanto ad un culo perizomato messo a pecora non puoi convincerti di non averlo visto.
Gli annunci seguenti sono dello stesso tenore.
Suona il mio cellulare. E’ mia madre. Magari non adesso.

19.50    10%

Imposto e spiego alla signora come usare Chrome, importo da Explorer i preferiti (ve li risparmio) ma purtroppo trovo pochi altri argomenti per impedirle di parlare della sua vita.
– Ho 46 anni e sono separata, con un figlio di 6 anni. Mi devo dare da fare perché questo mese c’è la TASI, la bolletta, eh caro mio non mi fermo mai! Il portatile funziona bene ma è piccolo e faccio fatica ecco perché voglio usare il fisso che è bello grande.
Inizia ad armeggiare sul notebook accanto a me. Fino a quel momento lo screensaver aveva mostrato a rotazione un buon assortimento di slide con gattini, lei mezza nuda appesa al palo da lap dance, massime di San Francesco, lei mezza nuda avvinghiata ad omaccioni in canottiera a rete, citazioni di Papa Bergoglio, lei mezza nuda in un letto gigante pieno di peluches circondato di specchi.
Avrei comunque preferito quelle slide alle foto di lei TOTALMENTE nuda che sfogliava per selezionare la più adatta al nuovo annuncio che stava imbastendo.
Suona il mio cellulare. E’ un mio amico. Non mi disturbi affatto, sono da una cliente, ci vediamo alle nove e mezza che ti racconto una cosa.

20.00    19%

– Ecco vedi ci sono tutte le mie foto, le mie cose, col cavolo lascio in giro questi computer! Eh, non sono mica scema! Il dentista mi ha detto che gli hai sistemato bene il computer, che hai fatto un bel lavoro, così ti ho chiamato. Poi mi sembri così un bravo ragazzo, sei sposato? Ah ti sei sposato un mese fa? Ma davvero? Hai fatto bene, bisogna sistemarsi, c’è più soddisfazione a una certa età, bambini, eccetera. Poi bisogna avere quella fissa, ma magari intanto divertirsi un po’ con le altre in giro eh? Ahahahaha!
Grazie dentista. Ricordami di bucarti le gomme.
Suona il mio cellulare. E’ il mio allarme nuovo. Siccome ha qualche problema di taratura mi manda il messaggio del “Panic Alarm” anche se non c’è reale pericolo in negozio. Il pericolo è qui.

20.10    34%

YAC è davvero un osso duro. Risolvo nel frattempo tanti altri problemi con Baglioni e Ramazzotti in filodiffusione, ma la sua eliminazione è lenta e ferraginosa. Mentre la signora si lamenta della gente strana che si trova su Facebook (!!) le squilla uno dei cellulari. Afferra il telefono e sbircia il numero.
– Oh questo lo conosco. Se fa delle storie lo mando a quel paese!
Cambia stanza come colta da un inaspettato senso del pudore, ma parla come Wanna Marchi in overdose da cocaina.
– Ciao amore! Certo che sono a casa! Mi trovi sempre qua lo sai! Tra dieci minuti? Aspetta che ho uno qua a sistemarmi il computer che…
Si affaccia dalla porta.
– Per quanto ne hai ancora? Ce la fai in dieci minuti?
Tento di spiegarle che non dipende da me ma dalla lentezza del computer intasato, che almeno altri venti mi ci vorranno, ma non riesco a finire il discorso prima che scompaia di nuovo oltre la soglia.
– Dai fa lo stesso, no? Ci mettiamo nell’altra stanza di fianco, che problema c’è? NON CI DA FASTIDIO!
Mentre la sento dire ciò, mi ritrovo a pensare fortissimamente che se ho fatto qualcosa di buono nella mia vita è il momento che il karma batta un colpo.
– Ma dai perché? Ci mettiamo di là e poi… No? Vabbè come vuoi, allora ciao…
ZACK! Colpo di karma!
Suona il mio cellulare. E’ mia sorella. Anche a te no. Poi ti spiego.

20.20    45%

DLIN-DLON!

Si affaccia all’ingresso una bellissima ragazza, palesemente russa, in tenuta da running.
– Questa è una mia amica! Visto che bella, eh? Sì, questo e quello, bla bla.
La saluta, torna dentro, controlla i cellulari.
– La mia amica si tiene in forma, hai visto? Che poi è normale perché ha un’agenzia di modelle.
Come no, e io sono il dog-sitter di Obama.
Squilla un altro dei suoi telefoni, si affretta a rispondere. Stavolta non si prende nemmeno la briga di cambiare stanza. Evidentemente ritiene che siamo abbastanza in confidenza da non averne bisogno. Mi fa l’occhiolino prima di rispondere.
– Dai che stasera la vedo bene, c’è fermento! Pronto? Sì che sono io, certo! Guarda ho quello del computer che mi sta sistemando perché c’era troppa pubblicità e… Si dai ok ciao.
Riattacca un po’ contrariata, un altro timidone per mia fortuna, ma le ritorna subito il sorriso mentre mi spiega che sono un po’ di amici a chiamare, perché ormai a ‘sto punto sono amici, i quali quando sono in zona passano a trovarla.
Dubito sia per portarle le zucchine dell’orto. Almeno non per mangiarle.
Suona il mio cellulare. E’ la Vodafone. Ci mancavate solo voi, maledetti.

20.30    58%

La signora rimane gentile e loquace, ma l’impazienza comincia a trasudare dalla sua pelle che – non manca di farmi notare minuziosamente – risente anche dei becchi di zanzara. Immagino che due “amici” persi in venti minuti, con la TASI e la bolletta da pagare questo mese, siano davvero troppi.
– Magari mi metto a preparare qualcosa da mangiare allora. C’ho fame sai? Ahahaha.
Inizia a trafficare tra i pensili e io chiedo ancora aiuto al karma, implorandolo di fare in modo che la signora non mi inviti a cena. Dita incrociate.
– Posso offrirti qualcosa? La vuoi una caramella? Guarda scegli tu.
ZACK! Calcio rotante di karma!
Va bene lo stesso, anche se per farmela scegliere si teneva il barattolo tra le tette cadenti. Accetto la prima che mi propone, quale che sia, pur di far finire l’orrendo intermezzo. Gusto opossum. Cavallo goloso.

Decido che il grosso dei problemi del PC è stato risolto, per le finezze rimando ad un’ipotetica futura occasione. Rimane la rimozione di YAC in corso che finirà nella prossima legislatura, di questo passo, per cui illustro alla signora come riavviare al termine e mi dirigo verso l’uscita. Il mio animo puntiglioso grida di dolore perché dovrei effettuare un check dopo il riavvio, riorganizzare i file sul disco e ripulire registro e file di boot, ma preferisco non farle perdere altri incontri con i suoi “amici” così timidi. Ai quali, ormai intuisco, sia destinato il ciarpame antidiabetici vario come ricostituente dopo gli incontri.
– Grazie infinite davvero! Sei stato carinissimo e gentilissimo!
Mi sorride con gli occhi lucidi.
Non so davvero come ringraziarti!

Guardi, lo so io. Bastano 30 euro.
Apposto così.
Mi saluti suo figlio.

Annunci

Informazioni su thedrakh

Quelle perle d'ignoranza nelle quali a volte t'imbatti. Tuo malgrado. Cioè, che poi ci provi a schivarle, ma loro ti trovano lo stesso. E alla fine pensi che non sia un caso.

Pubblicato il 12 giugno 2015 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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